Consumi_spesa.jpgUna ripresa lenta, certo non robustissima, ma una ripresa che c’è e che si sta consolidando, anche grazie ad alcuni elementi favorevoli della congiuntura internazionale (prezzo petrolio basso, misure della Bce). Così per la prima volta dopo anni, nel 2015 avremo in Italia un Pil in crescita (+0,7%), ma soprattutto torna a crescere (+1,5%) il potere d’acquisto delle famiglie che riescono anche ad aumentare il loro tasso di risparmio (9,2% contro l’8,6% del 2014). Sul piano dei consumi per ora i segnali più positivi vengono dai beni durevoli (come automobili ed elettrodomestici dei quali, forse, si era ritardata il più possibile la sostituzione), mentre ancora più fatica la fa l’alimentare.

Comunque è sostanzialmente questa la foto dell’Italia che esce dal rapporto Coop “Consumi e distribuzione” presentato pubblicamente nelle scorse settimane a Milano.

E come sempre avviene per Coop, all’analisi e ai dati si unisce anche la proposta e l’impegno per un intervento attivo volto ad aiutare e consolidare questo percorso positivo che il paese è riuscito, ancora timidamente, a imboccare.

Prezzi più bassi “Già dall’inizio di quest’anno – spiega il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni – abbiamo dato il via a uno sforzo importante nelle nostre politiche di vendita che ha portato a una riduzione dei prezzi anche del 6-7% sulle grandi marche e sui prodotti a marchio Coop. Il risultato è che l’inflazione 2015 nei nostri punti vendita segna un -1,5%. Questo a fronte di un dato generale rilevato dall’Istat che è invece di un +0,8%. Dunque noi siamo andati in controtendenza, con uno sforzo rilevante che ci ha permesso di aumentare i volumi quantitativi delle vendite (+1,1%), pur con un fatturato che resta fermo (-0,1%). Su questa strada vogliamo continuare nei prossimi mesi e nel 2016. La  scelta strategica di Coop punta a una riduzione stabile dei prezzi, ridefinendo il ruolo, che era diventato davvero eccessivo, di promozioni e sconti. Le famiglie e i consumatori devono trovare sempre nei nostri punti vendita la miglior convenienza quotidiana. Questo è anche il nostro modo di contribuire alla ripresa del paese. Le positive risposte che sono venute dai consumatori in questi primi mesi confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Nel 2016 inoltre, intendiamo rafforzare la distintività Coop con nuove azioni concrete per la sicurezza alimentare, la trasparenza, la legalità e la tutela dell’ambiente”.

Al centro di questo sforzo sta il ruolo del prodotto Coop, sintesi concreta tra la ricerca della convenienza e le garanzie di qualità, salubrità ed eticità. Non a caso, il prodotto a marchio Coop continua a crescere (contrariamente a quanto avviene per i prodotti a marchio di altre catene) e rappresenta il 25,8% del valore di vendite (la media del mercato è 15,9%) e il 31,7% delle quantità.

No all’aumento dell’Iva Certo, anche se siamo di fronte a questa lenta ripresa, gli effetti della crisi si fanno ancora sentire. La riduzione dei consumi (dal 2008) è stimata dal rapporto Coop in 75 miliardi, mentre la perdita di potere d’acquisto delle famiglie è pari a 122 miliardi, con un dato che è peggiore non solo di Germania e Francia, ma anche di Spagna e Portogallo. Il dato della disoccupazione specie quella giovanile, è ancora alto, nonostante qualche segnale di inversione di tendenza stia arrivando.

Per questo lo sforzo comune per confermare e rafforzare gli elementi positivi deve continuare con grande vigore e riguardare a 360 gradi governo, politica, imprese, soggetti sociali ed economici. “Al governo –  spiega Stefano Bassi, presidente di Ancc-Coop – chiediamo di garantire quanto ha più volte annunciato e cioè di mettere in campo le risorse necessarie (16 miliardi di euro) per evitare che scattino ulteriori aumenti dell’Iva. Se poi, oltre a questo arriveranno altre misure di riduzione del carico fiscale per le famiglie, come quelle annunciate sulla tassazione della casa, tanto meglio. La nostra valutazione si baserà sui fatti e i fatti devono andare nella direzione di sostenere le famiglie”.

Sul piano delle proprie azioni commerciali, Coop (che si conferma la prima catena italiana col 19% delle quote di mercato, seguita da Conad col 12,8% e da Esselunga con l’11,8%), oltre all’abbassamento stabile dei prezzi, continuerà anche a puntare su promozioni che consentano al consumatore di scegliere su quali prodotti applicarle. Anche questa è una strada già avviata nel 2015 che continuerà nei prossimi mesi.

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