È sufficiente il livello di educazione finanziaria dei nostri giovani? È utile, ad esempio, la paghetta settimanale – com’è tornato di moda dire sul web e come molti consulenti finanziari sostengono – o dare soldi ai ragazzi quando portano buoni voti da scuola (abitudine piuttosto diffusa in Italia), o ancora su richiesta, o durante le festività o in cambio di lavoretti fatti a casa? Oppure esistono sistemi più moderni per un genitore che voglia incoraggiare i figli ad acquisire un minimo di competenza finanziaria? Il punto, piuttosto che dividersi sulla paghetta, sembra essere quello di educare fin da piccoli a come si monitorano entrate e uscite. «Non c’è infatti uno studio scientifico che dimostri che in Italia la paghetta è utile», spiega la professoressa Emanuela Emilia Rinaldi, associata di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Milano-Bicocca, autrice del libro “La paghetta perfetta. Come educare i figli all’uso del denaro su basi scientifiche”, appena uscito per Il Sole 24 Ore. «Mentre è provato che servono l’autocontrollo, un’autonomia progressiva nel guadagnare denaro e nel saper gestire un proprio budget, anche piccolo, per pianificare spese e entrate». Se proprio non si vuole rinunciare alla paghetta, l’età minima consigliata sono i 9-10 anni, difficilmente prima, perché i tempi sarebbero prematuri per lo sviluppo di un pensiero economico maturo nel comprendere la gestione di un budget.

Ma è proprio necessaria un’educazione di questo tipo in giovane età? «Il denaro è presente nella vita di tutti noi, adolescenti compresi – risponde la professoressa –: non è un argomento lontano dai loro interessi come la vita su Marte. Del denaro i ragazzi sentono parlare, vedono quali sono i modelli di utilizzo, e non è detto che un’educazione di tipo finanziario debba necessariamente essere un’educazione al materialismo. È vero che il genitore rappresenta di per sé un modello con il suo comportamento, ma le competenze sulla diversificazione degli investimenti, ad esempio, sarebbero difficili da far comprendere così, per imitazione, senza un momento esplicitamente educativo». 

Il salvadanaio Un’idea molto concreta e di sapore cooperativo per chi ha figli o nipoti da educare all’uso del denaro è il salvadanaio “a torta” riprodotto nella foto e proposto proprio dal libro  “La paghetta perfetta”. Si possono usare 4 scatole, 4 vasetti, 4 bottiglie di plastica o altri contenitori messi uno vicino all’altro. Uno dei principi base è che il bambino/ragazzo non deve usare per sé i soldi che sono destinati agli altri. Deve invece diversificare l’impiego del denaro destinandolo al risparmio (per qualcosa che desidera subito o per progetti futuri) o al dono (in forma di regali o solidarietà). 

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