Di certo non abbiamo mai apprezzato tanto il verde delle nostre città, dei nostri balconi e dei nostri terrazzi come durante i mesi del confinamento. E l’eredità di quei mesi – anche se in molte parti d’Italia attualmente il lockdown è più morbido – è che le nostre priorità sono cambiate e la casa è diventata un’isola di serenità, il luogo sicuro in cui rifugiarsi e in cui si passa molto più tempo. Quindi si cerca di renderla più confortevole, per quanto è possibile, magari investendo in nuovi arredi, realizzando piccole opere di abbellimento.

E che abbellimento sarebbe senza piante? Anche in inverno, soprattutto in inverno, usare il verde per ricreare una piccola “giungla” casalinga può connetterci a qualcosa di reale, può addirittura riempire il vuoto interiore che i rischi della pandemia hanno amplificato. Curare le piante è un impegno piacevole che può davvero aiutarci a calmare le ansie per la situazione che stiamo tutti vivendo, e darci molte soddisfazioni. Un saggio detto recita così: se vuoi essere felice un giorno sposati, se vuoi essere felice una settimana fai un viaggio, se vuoi essere felice tutta la vita coltiva il giardino. E allora, mettiamoci all’opera. Ecco quali ambienti della casa scegliere e che tipo di piante.

Il davanzale di cucina, se ben esposto, può continuare a ospitare le aromatiche, anche in inverno. Basilico, salvia, erba cipollina, timo e menta continueranno a insaporire i nostri piatti e abbellire la nostra finestra. Quanta soddisfazione nell’annusare il profumo di una fogliolina di basilico appena staccata dalla piantina… Ma se il freddo si fa più intenso meglio riporle all’interno, magari su un ripiano di cucina, sempre che prendano abbastanza luce. Anche una quantità di pioggia eccessiva può danneggiare le nostre aromatiche, perché non amano i ristagni di acqua.

Molti angoli della casa possono ovviamente se ben esposti alla luce (non diretta) e lontano da caloriferi, possono diventare verdissimi. Poiché la maggior parte delle piante ornamentali hanno un’origine tropicale, non amano la luce diretta e il caldo secco: potos, sansevieria, kenzia, agave, ficus, schefflera, anthurium, molte specie di filodendri… sono tutte piante perfette per ricreare un piccolo bosco casalingo, specie se sistemate tutte vicine, il che favorisce anche un microclima umido a loro affine. Particolarmente ornamentali le orchidee. Anche le grasse possono entrare a far parte del nostro angolo verde e, tra l’altro, non necessitano di cure particolari.

Il bagno – se abbastanza ampio – è l’ambiente ideale per felci, filodendri e ficus, perché è un ambiente caldo e spesso più umido di altri ambienti. Contrariamente a quanto comunemente ritenuto, anche la camera da letto è adatta alla coltivazione di un piccolo angolo verde, anzi può addirittura avvantaggiarsene l’aria, grazie a piante particolarmente purificanti o non troppo esigenti quanto alla luce. Come il bellissimo spatiphillum o l’aloe vera, che migliora la qualità dell’aria poichè emette ossigeno durante la notte, favorendo anche il riposo notturno. Inoltre le sue foglie carnose liberano l’aria da agenti chimici tossici come la formaldeide. Anche l’edera è una pianta che aiuta a purificare l’aria in camera da letto. Le sue foglie filtrano l’aria e assorbono le sostanze nocive Inoltre, è facile da coltivare, inoltre è molto resistente e sopravvive anche in camere da letto con poca luce e a basse temperature.

E la camera dei bambini? Valgono le stesse regole della camera da letto, ma ai più piccoli piacerà una pianta “facile” come il potos, di cui si potranno occupare in prima persona: cresce molto velocemente e si può arrampicare ovunque creando delle vere e proprie strutture aeree molto scenografiche e divertenti.

Un ulteriore accorgimento, sia a fini decorativi che per evitare fuoriuscite di acqua dai vasi che possono rovinare pavimenti o ripiani in legno, è quello di sistemare i vasi delle piante nei portavasi e non in un semplice sottovaso in plastica. Se poi si ha la fortuna di poter coltivare le piante in un balcone o un terrazzo, si avrà il problema di come ricoverarle durante l’inverno. Se si vive in condominio, pianerottoli ampi e luminosi, regolamenti condominiali permettendo, possono permetterci di tenere al riparo alcune piante, le più delicate. Per le altre – come i gerani o gelsomini o altre annuali che andranno poi potate a primavera – si potrà addossarle ai muri, ricoprirle con tessuti protettivi e limitare al massimo le annaffiature.

Ricordiamo però che è giusto avere cura del verde nelle nostre case, e sfruttare al massimo la gioia di veder crescere e fiorire le piante da interno, ma dobbiamo rispettare e amare anche il verde fuori casa. Tanto più che il 2020 è l’anno internazionale delle piante, giusto per ricordarci quanto siano importanti per la sopravvivenza del genere umano: costituiscono l’80% del cibo che mangiamo e producono il 98% dell’ossigeno che respiriamo.

E come siamo messi in Italia? Secondo l’Istat nel 2016 ogni abitante disponeva mediamente di 31 metri quadrati di verde urbano. E poi ci sono gli orti urbani: molti amministrazioni locali affidano a pensionati, ma anche a giovani e a famiglie, la cura di terreni demaniali riconvertiti in piccoli appezzamenti coltivabili. Ma riconvertire aree cittadine a orti è anche uno strumento concreto per combattere il degrado, specie in periferia, e porta diversi vantaggi: dalla riscoperta del valore della terra, alla collaborazione tra cittadini di generazioni diverse.

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