Delle api sappiamo ormai molte cose: per esempio che sono essenziali per mantenere la biodiversità, o che dalla loro infaticabile attività di impollinatrici dipende oltre il 70% del cibo che mangiamo. E che per queste e altre mille buone ragioni vanno protette dall’uso massiccio di certi pesticidi, che ne stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza. Ciò che però non si dice abbastanza, è che le api sono anche lo specchio dello stato di salute di un ecosistema, e studiandole è possibile intercettare i segnali di allarme quando le cose non vanno.

Oltre alle api mellifere, le più conosciute, se ne contano altre 20 mila specie, diverse tra loro per morfologia e comportamento, e ognuna può dirci qualcosa. È partendo da qui che Coop ha avviato lo scorso anno il progetto “Ogni ape conta”, a tutela delle api, che per la prima volta coinvolge tutta la filiera dei prodotti Coop, dagli agricoltori ai consumatori.

Del progetto fa parte uno studio condotto con il Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna, con la collaborazione di Lifegate e Conapi, che ha posizionato ben 328 alveari e 85 centraline di nidificazione in 36 aziende agricole fornitrici di ortofrutta a marchio Coop. Obiettivo: allevare e proteggere oltre un miliardo di api, monitorando la salute degli insetti e nello stesso tempo quello dell’ambiente in cui sono “messi all’opera”. Un modo per valutare anche la bontà delle azioni introdotte dalle aziende fornitrici di Coop. Le imprese agricole che hanno partecipato allo studio sono infatti biologiche oppure ad agricoltura integrata, e da anni adottano iniziative per favorire la biodiversità e migliorare l’habitat delle api, come l’inserimento di zone coltivate a fiori, o l’utilizzo di pratiche a basso impatto ambientale.

Partendo dallo studio dei pollini prelevati durante il periodo di fioritura, i ricercatori hanno ottenuto la fotografia dello stato di salute degli agrosistemi osservati, usando una metodologia innovativa anche dal punto di vista scientifico. «Per la prima volta una ricerca del genere è stata condotta utilizzando non solo api da miele, ma anche le meno conosciute “osmie”, api solitarie che volano in primavera, meno conosciute dal grande pubblico ma diffusissime», spiega Fabio Sgolastra, docente di Entomologia all’Università di Bologna, tra i referenti scientifici dello studio. «A differenza delle mellifere, che si muovono in un raggio di 1,5 chilometri, le osmie raramente si allontanano a più di 100 metri dal loro nido, e questo ci ha permesso di avere informazioni complementari».

Ora che anche la fase di analisi dei dati è terminata, è arrivata una buona notizia. «Analizzando i pollini abbiamo scoperto che l’agrosistema dei campi osservati è ricco di tante specie vegetali, non solo quelle coltivate. Ci sono siepi e fioriture spontanee, elementi positivi per le api e gli altri insetti utili», spiega il ricercatore. La diversità botanica ha infatti un effetto positivo sulla popolazione delle osmie, perché si è visto che maggiore è la varietà dei pollini, più alto è nella progenie il numero di femmine, il sesso che nelle osmie contribuisce maggiormente al successo riproduttivo della popolazione. Non solo. La varietà delle specie vegetali migliora lo stato nutrizionale degli apoidei e, potenzialmente, diluisce la loro esposizione ai pesticidi.

Gli studiosi hanno infatti rilevato nei pollini anche dei pesticidi, benché in quantità tali da non risultare letali per le api: «Solo una parte dei principi attivi trovati proveniva dai campi osservati. Altri arrivavano quindi da altri terreni. E questo ci dice che, se vogliamo tutelare al meglio le api, è necessario coinvolgere l’intero sistema agricolo, non solo le singole imprese», prosegue Sgolastra. In concreto – queste le conclusioni dello studio – bisogna incoraggiare l’uso di pratiche agricole “amiche delle api” e agire affinché più agricoltori riducano l’uso di molecole nocive. E Coop ha deciso dunque di farsi portavoce di questo messaggio, e della necessità che ciascuno faccia la propria parte.

«Il progetto “Ogni ape conta” – spiega Renata Pascarelli, direttrice Qualità di Coop Italia – è il tassello del percorso per la sostenibilità che abbiamo avviato da tempo, e del quale una parte importante è la tutela di questi indispensabili insetti. Abbiamo iniziato trent’anni fa, chiedendo ai fornitori dei prodotti a marchio di Coop di eliminare i pesticidi ad alto impatto ambientale, e non ci siamo più fermati». Le tappe principali di questo cammino sono note: l’applicazione di tecniche di coltura secondo i principi della lotta integrata; l’addio o la limitazione, da parte delle aziende fornitrici dei prodotti a marchio, dei neonicotinoidi, dannosissimi per le api, nel 2010; il bando del glifosato, nel 2019; la promozione dell’agricoltura biologica con il marchio Vivi verde Coop nel 2000. Mentre oggi sono circa 7.500 le aziende agricole fornitrici di prodotti a marchio che destinano il 3% delle aree coltivabili a siepi e fiori, per migliorare l’habitat degli insetti impollinatori. E il cerchio si chiude con “Ogni ape conta”.

«Per sostenere la biodiversità tutti possono e devono fare qualcosa», continua Pascarelli: «Oggi invitiamo anche i consumatori a intraprendere nuove e semplici abitudini, che aiutano a preservare il mondo di questi insetti». Dopo le casette delle api in vendita alla Coop – presentate nello scorso numero di Consumatori – arriva quindi il decalogo per gli amici delle api che sarà diffuso sul sito Coop e su altri canali, per dare indicazioni pratiche a chi vuole fare la propria parte, anche semplicemente piantando fiori, installando sul balcone un riparo per gli insetti, o entrambe le cose. Intanto il logo “Ogni ape conta” sta facendo la sua comparsa su molti prodotti Coop, per sensibilizzare chi li acquista su questa campagna. E poi c’è lo studio appena concluso, che indica la direzione da seguire per intervenire a livello di politiche ambientali. I dati parlano chiaro: per salvaguardare la biodiversità bisogna adottare pratiche agricole che favoriscono la presenza di api e insetti utili. Coop c’è, ora tocca anche ad altri.

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