I grandi momenti vanno festeggiati, dicono tutte coloro che si sono riunite a inizio novembre alla biblioteca del Senato (e anche fuori, grazie un flash mob tutto in rosa) per fare il punto assieme a Coop sull’abbattimento della tampon tax, l’Iva sugli assorbenti femminili che il governo intende abbassare dal 22% al 10%. La misura è stata annunciata nella presentazione della Finanziaria 2022.

L’incontro istituzionale si è tenuto proprio per continuare l’opera di sensibilizzazione sul tema, alla presenza della ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, di Maura Latini, amministratrice delegata di Coop e delle attiviste di Onde Rosa, dell’associazione Tocca Noi e della piattaforma Change.org. Un primpo risultato raggiunto anche grazie alle 650 mila firme raccolte sulla piattaforma dedicata alle petizioni  online a cui si sono sommate le oltre 79 mila firme raccolte in presenza da soci e volontari Coop in una rete di 260 punti vendita dislocati in 221 comuni.

«Questa dell’Iva sull’assorbenza femminile – dichiara Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia – può sembrare una piccola cosa, ma in realtà è un problema di tutti i giorni e quindi più grande di quanto si possa immaginare. Se davvero, come ha annunciato il governo, un primo passo si è fatto, chiediamo che sia compiuto un ultimo piccolo sforzo per far sì che le donne possano acquistare i propri prodotti di igiene come un bene di prima necessità e non come un bene di lusso, portando dunque l’Iva al 4%. L’impegno sulla tampon tax di Coop è parte integrante della campagna “Close the Gap” lanciata lo scorso marzo sull’inclusione, puntando in modo particolare alla parità di genere femminile. Nessuna pretesa di risolvere un problema che necessita di molti diversi interventi e che non può essere solo affidato alle singole imprese, ma è la volontà di fare la propria parte che anima Coop»

«In questi anni ci siamo battute dal basso affinché il tema della tampon tax venisse preso sul serio anche dalla politica. Quando nel 2018 abbiamo lanciato la petizione non avremmo mai potuto immaginare che quella raccolta firme avrebbe contribuito a sviluppare una sensibilità nuova su questa ingiusta tassa – sostiene Martina Gammella di Onde Rosa -. Negli anni sono stati fatti passi avanti sul tema e l’abbassamento Iva al 10% è per noi un bella soddisfazione. Pensiamo sia un segnale positivo, tuttavia siamo dell’idea che si possa fare di più: un’aliquota a “bene di prima necessità” sugli assorbenti è quello per cui ancora ci battiamo. Perchè avere il ciclo non è un lusso, e non è giusto farlo pagare come tale».

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