Il 68% degli italiani è ancora ben disposto nei confronti dei rifugiati e a favore del diritto all’accoglienza. Lo rivela il sondaggio realizzato da Ipsos Italia tra giugno e luglio scorsi, dunque in piena politica dei “porti chiusi”. Politica che, tra l’altro, non dispiace, visto che il 40% degli intervistati si dichiara d’accordo con la gestione dei respingimenti del precedente governo e la metà è convinta che l’Italia abbia bisogno di maggiore protezione (ripiegamento difensivo). È un paese, nel complesso, che sul fenomeno migratorio «presenta molte ambivalenze tra aperture e chiusure» – per usare le parole di Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos, che ha condotto la ricerca, dal titolo “Ciak MigrAction. Le migrazioni tra realtà, narrazione e percezione”, presentata in ottobre a Bologna per conto di WeWorld-Gvc, onlus che lavora in 29 paesi del mondo.

Il dato più eclatante è la grande forbice tra percezione e realtà: gli italiani sono convinti che il 31% dei residenti in Italia siano stranieri, contro un dato reale che è del 9%. Così come pensano che siano musulmani 1 su 5, circa 12 milioni di persone, mentre sono poco più di 2 milioni e mezzo. «È estremamente significativo che la percezione sia così falsata – è stato il commento di Marco Chiesara, presidente di WeWorld-Gvc –: mette in luce la grande sovraesposizione mediatica degli ultimi tempi». Un italiano su due la ritiene apertamente eccessiva, molti (30%) pensano che i media si autocensurino e il 17% che falsifichino deliberatamente le informazioni. L’immigrazione viene messa solo al quarto posto nella classifica delle priorità del paese, dietro disoccupazione (50%), situazione economica (38%) e tasse (34%), mentre scivola al 10° posto tra i problemi individuali di tutti i giorni. L’indagine mostra che gli italiani sono sì preoccupati, ma non pregiudizialmente contrari, se, tuttavia, il fenomeno venisse governato con la collaborazione dell’Unione Europea: ben l’84% le chiede un ruolo più centrale a sostegno dell’Italia nella gestione dei rifugiati. Quasi un italiano su due ritiene che l’immigrazione stia dividendo la società in fazioni opposte e perciò sia negativa. L’aspetto lavorativo-occupazionale è uno di quelli che più alimenta le paure. Da un lato è ampiamente condivisa l’idea che i migranti siano vittime sfruttate del mercato del lavoro (75%), e che svolgano mestieri che gli italiani non vogliono più fare (55%), ma la metà è convinta che le aziende dovrebbero dare la precedenza, nelle assunzioni, ai lavoratori italiani.

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