tabella consumo alcoloUna tempesta ha sfiorato i filari del Chianti e del Nebbiolo, del Prosecco, del Primitivo e delle oltre 500 etichette Dop e Igp italiane. E non è dovuta al cambiamento climatico, che pure fa la sua parte, ma all’Unione Europea, che vuol ridurre i danni dell’alcol anche cambiando le normative su vino e birra. A dicembre, la Commissione Europea ha già limitato l’accesso dei produttori di alcolici (oltre che di salumi e carni rosse) ai fondi di promozione orizzontale dei prodotti agricoli, che valgono 176 milioni di euro. In nome della salute, secondo l’Europa; una discriminazione, secondo Federvini, Unione Italiana Vini, Assoenologi e organizzazioni agricole tra cui quelle cooperative, insorte contestando la scelta come frutto di pregiudizi e posizioni scientifiche discutibili: un precedente pericoloso, che penalizza la produzione enologica e il made in Italy del cibo.

Il pomo, o meglio il calice della discordia, è il Beating Cancer Plan con il quale la Commissione speciale sulla lotta contro il cancro del Parlamento Europeo punta a sconfiggere la malattia del secolo. Il suo report del dicembre scorso aveva affermato che “non esiste un livello sicuro di consumo di alcol”, chiedendo misure durissime per il settore. Un giudizio allarmista sconfessato dal voto che, a metà febbraio, ha portato la Ue a distinguere tra consumo moderato e abuso, attestando che bere vino non significa automaticamente esporsi a un rischio per la salute. Sull’etichetta degli alcolici, però, si raccomanda di inserire informazioni per un consumo moderato e responsabile, limitando le sponsorizzazioni di bevande alcoliche nelle manifestazioni rivolte ai minorenni.

Con moderazione  Ben venga l’impegno per la salute e la moderazione, è la posizione dei produttori italiani ed europei di vino e birra, ora accolta anche dalla Ue, ma distinguendo tra consumo moderato e abuso. Bisogna infatti tenere conto delle tradizioni e della dieta mediterranea, la più salutare e della quale il vino fa parte da sempre, dello stile di vita più complessivo di chi si concede un calice di quello buono a cena o un boccale di birra fresca di tanto in tanto.
Poco ma buono, insomma, come pensa anche Coop che adotta indicazioni volontarie da anni: «Siamo favorevoli al bere poco ma bene, moderatamente e durante i pasti, che va di pari passo con il mangiare bene, tanto che oggi si parla di cultura enogastronomica, nel quadro di uno stile di vita sano – sottolinea Alessandro Masetti, responsabile del settore per Coop Italia –. Il vino fa parte della nostra cultura da secoli. Non bisogna né incentivare né demonizzare il consumo di alcolici, ma promuovere i prodotti di qualità, la corretta gestione lungo tutta la filiera e la restituzione di valore ai territori di produzione, che con circa 45 mila aziende vitivinicole portano avanti, insieme alla cura dei vigneti, la tutela del paesaggio e dell’ambiente».
Migliaia di esse, testimoni dell’incredibile ricchezza locale di vitigni diversi, trovano posto sugli scaffali della Coop, accompagnate da corrette informazioni ai consumatori: nell’etichetta di vino e birra a marchio Coop e nei negozi, infatti, sono già presenti suggerimenti che invitano ad un consumo consapevole.

L’ABC Coop del bere responsabile
Bevi con moderazione durante i pasti o in prossimità di essi
Non consumare bevande alcoliche se devi metterti alla guida o fare uso di macchinari delicati o pericolosi per te e per gli altri
Non bere alcol durante l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza e l’allattamento
Coop è per un consumo responsabile di alcol: non più di 2 bicchieri da 125 ml di vino al giorno per l’uomo, non più
di 1 bicchiere al giorno per la donna

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