L’auto spenta, il bimbo chiuso dentro.  Dimenticato. Sotto il sole. Una cinquantina i casi di amnesia dissociativa in Italia, lo scorso anno, più quelli non dichiarati. Otto i bambini deceduti per via del calore negli ultimi vent’anni; sono più di 700 negli Stati Uniti dove l’abbandono involontario del bebè in auto è un’emergenza nazionale.

Per evitare altre disgrazie simili, dovute a temporanei stati di stress o calo di attenzione, le aziende stanno immettendo sul mercato sistemi di vario tipo. La legge italiana, infatti, istituisce, prima al mondo, l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono per chi trasporta bambini sotto i 4 anni di età, con tempi ancora da definire – poichè il decreto attuativo è slittato – ma comunque entro l’autunno. Il tempo stringe, vediamo cosa offre il mercato in attesa del decreto, da cui capiremo se questi prodotti sono tutti validi o necessitano di integrazioni, nonché le forme degli incentivi annunciati dal governo (bonus, detrazioni fiscali).

Sistemi integrati o indipendenti Chi è sprovvisto di un seggiolino auto troverà sul mercato seggiolini già con sistemi omologati integrati di fabbrica per bimbi sotto i 4 anni. Hanno sensori di rilevamento incorporati nella seduta (il primo in Europa lo ha lanciato una nota azienda italiana) e collegati al cellulare, a cui mandano allarmi sonori via bluetooth. In un modello tedesco, il sensore si collega con una clip alla cintura di ritenzione del bambino ed emette il segnale se il conducente spegne l’auto senza slacciarla. In più, il “sensor safe” segnala al genitore se il sistema di chiusura non funziona adeguatamente, nonché quando la temperatura dell’abitacolo è troppo bassa o troppo alta. Alcune case automobilistiche, invece, il rilevatore di presenza lo stanno mettendo di default nei sedili posteriori.

È possibile spendere molto meno, ancor più se si è già in possesso di un seggiolino auto, adottando un dispositivo cosiddetto “indipendente” o “accessorio” di cui parla la legge stessa. E qui la fantasia si è sbizzarrita con soluzioni e brevetti vari. Uno di questi è il nastro di sicurezza posizionato tra il seggiolino e il portachiavi (o la portiera del guidatore) che prima di uscire dall’auto deve essere necessariamente rimosso. Un sistema di connessione fisica, dunque, un po’ rudimentale, mentre del tutto digitale (nonché gratuita) è la app per smartphone e tablet inventata da un messinese: prima di iniziare il percorso, va aperta e va inserito l’indirizzo di destinazione; quando il veicolo è nei pressi della meta, suona un allarme che ricorda la presenza della creatura in auto.

Cuscini intelligenti e sensori Comodi, pratici e del tutto automatici sono i cuscini bluetooth universali (vedi a lato il prodotto in promozione su Coop Online) che si possono facilmente spostare da un’autovettura all’altra o se è giunta l’ora di cambiare il seggiolino col crescere dell’età (da navicella-ovetto a gruppo 1). A parità di sicurezza, consentono forti risparmi.

Funzionano, una volta agganciato il bluetooth, comunicando la presenza del bimbo tramite una notifica sullo smartphone. Quando il guidatore si allontana dall’auto di oltre 10 metri, il cuscino intelligente lo avvisa con uno squillo prolungato e, se lui non si attiva, invia alert a due o più numeri di emergenza tramite sms, geolocalizzando la vettura. Con un funzionamento simile, ma senza bluetooth, c’è al momento (in attesa del decreto) un altro device made in Italy che va collegato all’accendisigaro dell’auto e, con dei fili, posizionato sotto la fodera del seggiolino: led di colorazioni diverse e bip segnalano, allo spegnimento del motore, che il bimbo è intrappolato dietro nonché i suoi spostamenti improvvisi e pericolosi a tragitto in corso.

 

Redazione

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1 Commento

  1. Ottima decisione!

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