Macchina_Caffe.jpgSi avvicina il Natale e tra gli oggetti regalo più apprezzati dai consumatori ce n’è uno che definire intramontabile è poco, visto che si conferma saldamente in vetta alle classifiche del piccolo elettrodomestico comparto cottura. È la macchina da caffè di uso domestico, da anni un best seller.

Per lei gli ultimi tre mesi che portano al Natale sono il momento d’oro: se ne vendono tre volte tanto rispetto al primo semestre e anche in Coop il trend è questo.

È in particolare la macchina da caffè in capsule ad aver conquistato i cuori degli italiani. Non solo la macchina – andrebbe precisato – ma il “mix macchina più caffè”, dal momento che stiamo parlando di “sistemi chiusi” o “proprietari” dove ogni azienda abbina al proprio modello una linea di capsule volutamente non intercambiabili, cui corrispondono determinate qualità e miscele di arabica o robusta (dunque è consigliabile un assaggio preventivo, prima dell’acquisto, magari condividendo un caffè con un amico…).

In alternativa alle capsule brevettate esistono le capsule compatibili, presenti anche nella grande distribuzione. La stessa Coop potrebbe entrare con il proprio marchio in questo segmento di mercato, ma non sarebbe comunque il marchio FiorFiore che è riservato ai prodotti più pregiati.

Il segreto del successo delle capsule dove sta? Sta principalmente nel fatto che sono in grado di conservare al meglio le proprietà del caffè, ingabbiandone l’aroma e impedendogli di ossidarsi a contatto con l’aria. E sono allo stesso tempo pratiche e facili da smaltire. Il risultato è una tazzina che in un minuto soddisfa le esigenze e le aspettative (alte) degli italiani.

FiorFiore di macchina Questi sistemi “chiusi”, come si diceva, sono in crescita. In un anno sono passati dal 54 al 62,6% in termini di quantità vendute, erodendo quote di mercato alle altre due tipologie di macchine espresso più comuni: quelle che usano polvere e cialde, in flessione dal 41,3 al 33,2%, e le automatiche che macinano il caffè in grani, titolari di un residuale 3,9%, in calo rispetto al 4,6% di un anno fa.

In un settore agguerritissimo in cui le aziende italiane ad alta specializzazione e le multinazionali si confrontano a suon di spot televisivi, la macchina FiorFiore Coop con abbinato il suo caffè anch’esso FiorFiore si difende benissimo: a un anno dal restyling che le ha conferito forme più stondate e un design complessivamente più moderno, si presenta al suo secondo Natale avendo ampiamente superato i 100 mila pezzi venduti dal lancio (103 mila a ottobre), nei due colori rosso e silver, e a un prezzo fortemente concorrenziale. La qualità è garantita dal fatto che è “italiana al 100%”, prodotta e non solo assemblata in Italia a differenza di molte altre.

Proprio il prezzo, che si è stabilizzato in basso, di queste macchine estremamente semplici, pratiche e di facile manutenzione, è una leva decisiva che ne ha favorito la diffusione per precise scelte di politica commerciale. La tendenza, ora, è quella di arricchirle di optional e funzioni. Come la possibilità di preparare anche altre bevande (cioccolata, tè, tisane, ecc.), di fare un “vero” cappuccino o di preselezionare il caffè affinché venga corto, normale o lungo. Le macchine più sofisticate offrono comandi touch e la possibilità di regolare la temperatura, ma certo il costo a tazzina in questi casi aumenta.

Di fondo, resta il fatto che un buon caffè è principalmente il risultato di una filiera che funzioni, ed essendo questi sistemi domestici (e non da ufficio, dove tè e cioccolata si fanno in altro modo), la cosa più importante è che facciano il caffè “buono come al bar!”.

dicembre 2015

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