Carsharing_pitogramma.jpgA Guido Viale,  sociologo e saggista autore nel 2007 del libro “Vita e morte dell’automobile”, abbiamo chiesto: a che punto è oggi la parabola dell’auto?
Anche se continua a rimanere il principale mezzo di mobilità per tutta la popolazione dei paesi sviluppati e anche per molta della popolazione dei cosiddetti paesi emergenti, l’auto ha smesso definitivamente di essere motore economico delle economie occidentali. Lo è in parte per la Cina e per l’India. In Europa solo la Germania ha ancora una certa dipendenza dall’industria dell’auto e gli stessi Stati Uniti non sono più quelli dei gloriosi anni ’30. 

Eppure l’Italia rimane un Paese con un tasso di motorizzazione altissimo…
Non c’è dubbio che in Italia il processo di distacco dall’auto sarà più lento rispetto ad altri Paesi per due motivi: siamo stati gli ultimi in Europa a raggiungere la motorizzazione di massa e saremo probabilmente gli ultimi a staccarcene e poi perchè rispetto a gran parte d’Europa, il sistema dei trasporti pubblici è indietro e deficitario e questo costringe molte persone a non vedere alternative.

Quali trasformazioni vede per il futuro? 
Il processo accettato da tutti è ormai quello che vede diffondere sempre più l’auto condivisa. Il successo del car sharing a Milano è la prova che una parte di italiani è già pronta per questo passaggio.

Cosa pensa del car sharing di Milano?
Il problema del car sharing milanese è che in nome della concorrenza di mercato sono state date le licenze a una pluralità di soggetti che agiscono ognuna per conto proprio, ma a discapito del cittadino che vuole usare l’auto condivisa. Per cui se uno è iscritto a uno dei tanti servizi non può usare gli altri a meno che non si iscriva a tutti complicandosi la vita non poco.
È un esempio di come le pari opportunità per le aziende spesso non coincidono con servizi efficienti per i cittadini. Se il parco di vetture in car sharing oggi disponibile a Milano fosse unificato sotto un unico numero di chiamata il servizio sarebbe utilizzato da molte più persone e con molta più facilità. Basterebbero 10/12.000 vetture su strada per sentire gli effetti anche in termini di minore congestione.

Il futuro è l’auto elettrica?
L’auto elettrica non risolve il problema della congestione e risolve in minima parte quello dell’inquinamento in quanto sappiamo che gran parte dell’inquinamento deriva non tanto dalle emissioni dei motori, ma dal particolato prodotto e sollevato da terra dal rotolamento delle ruote sull’asfalto. Detto questo va rilevato che l’elettrificazione dell’auto è un processo ormai partito.

Cosa pensa di Uber?
Sono contrarissimo a Uber in quanto non è un’auto condivisa né un modello di sharing economy: è un modello di super sfruttamento di manodopera precaria o disoccupata. Inoltre Uber pur facendo una concorrenza spietata ai taxi, non sarà mai in grado di sostituire il servizio pubblico che svolgono e che è fondato sulla garanzia di continuità del servizio a qualsiasi ora, in qualsiasi zona e per qualsiasi utente.
Altro discorso va fatto per Bla Bla Car dove tu fai dei viaggi di lunga percorrenza con persone che lo avrebbero comunque fatto e con i quali condividi l’auto, la compagnia e le spese.

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