Personale e intimo, eppure quanto mai pubblico, condiviso e collettivo. La salute è il tema che in questi mesi di crisi sanitaria ha polarizzato l’attenzione degli italiani: tutelarci dall’infezione con le giuste precauzioni igieniche quotidiane e limitando i nostri spostamenti, assicurare protezione agli anziani, preservare il benessere psicologico nostro e dei nostri cari, ricevere cure e assistenza adeguati, fronteggiare le conseguenze, anche drammatiche, della malattia, mantenerci in forma con abitudini e stili di vita sani sono solo alcuni dei tanti modi in cui la salute si è affacciata nella vita di tutti. Consumatori ha scelto di dedicare proprio a questo argomento il proprio sondaggio annuale, a cui è collegato il concorso* “A tutta salute”  che vede protagonisti i lettori della rivista. Un modo per scoprire, giocando, le buone regole per mantenerci in salute e, insieme, capire come è cambiato il punto di vista degli italiani sulla salute, quali strategie vogliono mettere in atto per proteggerla, gettando il cuore oltre l’ostacolo della campagna vaccinale, nel futuro. Qui i risultati del sondaggio visti anche attraverso una serie di grafici.

Fisica, sociale, mentale: un bene comune Ma cos’è la salute e come si mantiene? L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1948 l’ha definita come un traguardo quasi irraggiungibile: uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l’assenza di malattia o di infermità. Un bene prezioso di ciascuno, da costruire pazientemente, ma anche un bene comune. La salute è infatti un diritto fondamentale dell’individuo e della collettività, tutelato dalla Repubblica nell’articolo 32 della Costituzione, e un orizzonte condiviso dal mondo, visto che assicurare salute e benessere per tutti, a tutte le età, è il terzo obiettivo – dopo la sconfitta di povertà e fame – nell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile.

Vogliamo star bene a tutto tondo A più di un anno dallo scoppio della pandemia gli italiani hanno riscoperto il valore dello star bene a tutto tondo: in una scala da uno a dieci, proprio la salute delle persone è oggi la principale preoccupazione degli intervistati, seguita dalla qualità della vita. La salute è la priorità (assoluta, o tra le priorità) del 96,2% degli interpellati e, negli ultimi cinque anni, l’attenzione a questo tema è cresciuta per oltre il 63% delle persone, è rimasta uguale per il 34,8% e solo per il 2% è invece diminuita.

L’idea di salute più largamente condivisa coincide con lo stare bene fisicamente e godere di un generale benessere, di una buona qualità della vita e di uno stile di vita sano. Ci si prende cura di sé, ma soprattutto dei nostri cari, visto che il 62% del campione dichiara di occuparsi allo stesso modo di se stesso e di altri, e oltre un quarto delle persone segue la salute di chi ama anche più della propria: figli, compagni, genitori, parenti.  Tuttavia, riguardo alla qualità della vita, negli ultimi cinque anni il peggioramento più sentito dagli intervistati è quello della situazione economica, seguito appunto dalla salute. E sono proprio i timori per il tenore di vita a intrecciarsi a quelli per il benessere fisico.

La salute viene percepita come un bene di lusso, meno accessibile alle fasce più povere della popolazione, dal 56% di coloro che hanno risposto al sondaggio. Perché chi ha soldi, affermano, si cura e può scegliere le cure migliori. C’è però, oltre agli incerti sul tema, anche un 26% di italiani che pensa che la salute sia un bene accessibile a tutti e riconosce che nel nostro paese esistono ottime strutture sanitarie pubbliche di cui avvalersi.

«Ma si tratta di un giudizio molto disomogeneo dal punto di vista territoriale precisa il direttore di ricerca Marco Simoncini, di Metrica, che ha condotto l’indagine la percentuale di chi ha fiducia nel Servizio Sanitario Nazionale va da un 28% del Nord-Est fino a un 5% del Sud. Le differenti aree del paese hanno una percezione molto diversa della risposta sanitaria pubblica».

Buoni propositi per tutelarci Mantenere il nostro benessere psicofisico è un obiettivo quotidiano che richiede attenzione e impegno, e oltre la metà degli intervistati afferma di mettere normalmente in atto comportamenti a tutela della propria salute.

In particolare, evitare contatti fisici con persone non conviventi e curare l’igiene personale sono le misure adottate più spesso, seguite dall’attenzione all’alimentazione, dal tentativo di mantenere la propria serenità interiore e, da ultimo, il fare attività fisica. Buone abitudini che, per oltre il 67% del campione, venivano messe in atto già prima dell’emergenza pandemica, ma che per quasi un intervistato su quattro sono entrate nella quotidianità proprio a causa della crisi sanitaria.

Quasi tutti, intanto, ci siamo resi conto che i nostri comportamenti virtuosi non riguardano solo noi stessi e i nostri cari: abbiamo responsabilità più ampie e la nostra salute è connessa a quella del pianeta. Dunque, bisogna innestare una marcia in più e ridurre il nostro impatto, preservare l’ambiente, facendoci carico in prima persona di nuovi stili di vita e di scelte di consumo responsabili. Anche preferendo aziende che assicurano una attenzione autentica alla sostenibilità.

Il medico di base è fondamentale  L’indagine fa anche il punto sull’atteggiamento verso i vaccini: la fiducia in questi farmaci è piuttosto alta, ma la maggior parte di noi è consapevole che anche il ritorno alla normalità richiederà ancora precauzioni e tutele.

Quanto all’informazione, gli italiani sono abbastanza frastornati. «C’è molta attenzione per il tema della salute: – sottolinea  Marco Simoncini   gli intervistati vorrebbero più chiarezza, trasparenza e univocità. Riceviamo una grande mole di informazioni, da fonti diverse e contrastanti: diventa difficile orientarsi e capire». Il medico di base è largamente la figura di riferimento per la nostra salute e anche quella che riteniamo più affidabile tra le fonti informative in proposito, seguita da fonti scientifiche e farmacisti, e poi da governo,  istituzioni locali, passaparola tra amici e parenti.  «Un ulteriore segnale – aggiunge Simoncini – della crescente domanda dei cittadini verso i servizi sanitari più vicini, sul territorio».

Fra l’altro, anche se non sono molti coloro che ricordano campagne a tutela della salute, fra questi è Coop l’insegna che, secondo il campione, si è spesa di più in questo senso. E anche la grande distribuzione, è il parere della metà del campione, ha avuto un ruolo essenziale in questo anno. Tanto che l’opzione di vaccinarsi nelle parafarmacie di super e ipermercati sarebbe apprezzata dalla maggioranza degli italiani.

Le campagne Coop Utilizzare, per i prodotti a proprio marchio, allevamenti che riducono l’utilizzo di antibiotici e metodi di coltivazione che limitano sempre più l’uso di pesticidi. Sono due delle campagne chiave di Coop per assicurare alimenti sempre più sani e sicuri ai consumatori e per difendere la salute di tutti, anche grazie a una maggiore tutela dell’ambiente. Molti tra gli intervistati del sondaggio sulla salute della nostra rivista hanno dichiarato, appunto, di ricordare queste iniziative. A partire dai soci Coop: circa il 70% conosce l’impegno delle cooperative di consumatori per ridurre i pesticidi in agricoltura e gli antibiotici negli allevamenti.

*Concorso a premi promosso da Società EDITRICE CONSUMATORI SOC. COOP. con sede legale in via Aldo Moro n.16 a Bologna. Montepremi totale  12.500 euro Iva inclusa.

Redazione

Redazione

3 Commenti

  1. la salute è importante per tutti e per i propri cari

  2. La coop sta facendo un lavoro utile ed esemplare .

  3. Davvero, se tutti i settori produttivi si comportassero come realmente si comporta COOP, dimezzeremo i tempi previsti dei contenimenti per arginare un punto di difficile gestione.

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