Orata, branzino, trota iridea e persico spigola, rombo chiodato, salmone, animali con ciclo di vita di circa due anni, tutti di filiera a marchio Coop e da ottobre, tutti allevati senza l’uso di antibiotici negli ultimi sei mesi. Questo l’assortimento iniziale con cui Coop estende anche al settore ittico fresco la campagna di riduzione e razionalizzazione degli antibiotici negli allevamenti di filiere a marchio coinvolgendo, in questa fase iniziale, 11 fornitori, 11 stabilimenti di lavorazione, 135 impianti di acquacoltura e 20 mangimifici.

Dopo le carni bianche, le uova, le carni di suino e di bovino e i salumi a marchio, cambia la filiera, ma non gli obiettivi: migliorare condizioni di allevamento degli animali per ridurre o eliminare l’uso degli antibiotici. Il benessere animale, da sempre fra gli obiettivi Coop, si carica così di valore aggiunto anche per la salute pubblica, messa a rischio da un uso eccessivo ed improprio di antibiotici che ne riduce l’efficacia. A lanciare l’allarme anche l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) secondo cui nel 2050 l’antibiotico resistenza potrebbe essere la prima causa di morte al mondo.

Dove e come Fra salute, palato e sicurezza la campagna “Alleviamo la salute” compie così un nuovo salto e, in anticipo su tutti, lancia la sfida, insieme a un primo nucleo di fornitori che ha aderito al progetto. Gli impianti scelti sono prevalentemente in Italia; sul fronte estero si aggiungono quelli in Spagna e Portogallo per il rombo chiodato e in Scozia per il salmone. Si tratta di impianti di grandi dimensioni e a minore densità, dove i pesci hanno più spazio per nuotare e sviluppare la muscolatura: i pesci d’acqua dolce crescono in ampie vasche a terra, mentre quelli d’acqua salata vivono in gabbie situate direttamente in mare aperto, ad esclusione di rombi, allevati in vasche a terra.

Le regole Un patto di alleanza, quello fra Coop e i fornitori, che si basa su disciplinari di allevamento condivisi e controllati che tutti gli attori della filiera si impegnano a rispettare. Fra le buone pratiche ad esempio, quelle sulla gestione degli allevamenti, sul benessere animale focalizzato, tra le varie, su alimentazione e su qualità delle acque, riduzione della densità degli allevamenti, profilassi e terapia e metodi di raccolta per limitare lo stress degli animali. Un impegno importante è anche quello sull’alimentazione, con idonei programmi e formulazioni, l’uso di mangimi non Ogm, senza coloranti artificiali (per il salmone), senza ingredienti da animali terrestri nonché divieto di utilizzo di anabolizzanti, ormoni naturali e di sintesi. Il disciplinare regolamenta norme strette sul fronte igienico-sanitario, della tracciabilità e di pesca sostenibile che tutti i soggetti garantiscono con la certificazione rispetto ad importanti standard riconosciuti come Friend of the Sea , Global Gap o Asc.

A chiarire il senso di questa nuova tappa, le parole di Maura Latini, direttore generale di Coop Italia: «Per Coop benessere animale e tutela della salute umana non sono un’opzione ma la propria missione: vogliamo marcare il segno anche in questo settore, con allevamenti meno stressanti che riproducano il più possibile le condizioni naturali di vita dei pesci, con trattamenti veterinari ridotti al minimo necessario, e che, al tempo stesso, generino un minore impatto ambientale grazie alla riduzione di residui di farmaci rilasciati in acqua. Ci auguriamo che anche questo nuovo percorso raccolga l’adesione convinta dei nostri fornitori, delle istituzioni e dei consumatori e porti gli stessi brillanti risultati che abbiamo raggiunto in un anno e mezzo nelle altre filiere a marchio».

rata, branzino, trota iridea e persico spigola, rombo chiodato, salmone, animali con ciclo di vita di circa due anni, tutti di filiera a marchio Coop e da ottobre, tutti allevati senza l’uso di antibiotici negli ultimi sei mesi. Questo l’assortimento iniziale con cui Coop estende anche al settore ittico fresco la campagna di riduzione e razionalizzazione degli antibiotici negli allevamenti di filiere a marchio coinvolgendo, in questa fase iniziale, 11 fornitori, 11 stabilimenti di lavorazione, 135 impianti di acquacoltura e 20 mangimifici.

Dopo le carni bianche, le uova, le carni di suino e di bovino e i salumi a marchio, cambia la filiera, ma non gli obiettivi: migliorare condizioni di allevamento degli animali per ridurre o eliminare l’uso degli antibiotici. Il benessere animale, da sempre fra gli obiettivi Coop, si carica così di valore aggiunto anche per la salute pubblica, messa a rischio da un uso eccessivo ed improprio di antibiotici che ne riduce l’efficacia. A lanciare l’allarme anche l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) secondo cui nel 2050 l’antibiotico resistenza potrebbe essere la prima causa di morte al mondo.

Dove e come Fra salute, palato e sicurezza la campagna “Alleviamo la salute” compie così un nuovo salto e, in anticipo su tutti, lancia la sfida, insieme a un primo nucleo di fornitori che ha aderito al progetto. Gli impianti scelti sono prevalentemente in Italia; sul fronte estero si aggiungono quelli in Spagna e Portogallo per il rombo chiodato e in Scozia per il salmone. Si tratta di impianti di grandi dimensioni e a minore densità, dove i pesci hanno più spazio per nuotare e sviluppare la muscolatura: i pesci d’acqua dolce crescono in ampie vasche a terra, mentre quelli d’acqua salata vivono in gabbie situate direttamente in mare aperto, ad esclusione di rombi, allevati in vasche a terra.

Le regole Un patto di alleanza, quello fra Coop e i fornitori, che si basa su disciplinari di allevamento condivisi e controllati che tutti gli attori della filiera si impegnano a rispettare. Fra le buone pratiche ad esempio, quelle sulla gestione degli allevamenti, sul benessere animale focalizzato, tra le varie, su alimentazione e su qualità delle acque, riduzione della densità degli allevamenti, profilassi e terapia e metodi di raccolta per limitare lo stress degli animali. Un impegno importante è anche quello sull’alimentazione, con idonei programmi e formulazioni, l’uso di mangimi non Ogm, senza coloranti artificiali (per il salmone), senza ingredienti da animali terrestri nonché divieto di utilizzo di anabolizzanti, ormoni naturali e di sintesi. Il disciplinare regolamenta norme strette sul fronte igienico-sanitario, della tracciabilità e di pesca sostenibile che tutti i soggetti garantiscono con la certificazione rispetto ad importanti standard riconosciuti come Friend of the Sea , Global Gap o Asc.

A chiarire il senso di questa nuova tappa, le parole di Maura Latini, direttore generale di Coop Italia: «Per Coop benessere animale e tutela della salute umana non sono un’opzione ma la propria missione: vogliamo marcare il segno anche in questo settore, con allevamenti meno stressanti che riproducano il più possibile le condizioni naturali di vita dei pesci, con trattamenti veterinari ridotti al minimo necessario, e che, al tempo stesso, generino un minore impatto ambientale grazie alla riduzione di residui di farmaci rilasciati in acqua. Ci auguriamo che anche questo nuovo percorso raccolga l’adesione convinta dei nostri fornitori, delle istituzioni e dei consumatori e porti gli stessi brillanti risultati che abbiamo raggiunto in un anno e mezzo nelle altre filiere a marchio».

Per ulteriori info: www.e-coop.it/alleviamolasalute

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