Da oggi i muscoli dei mitilicoltori spezzini sono ecologici, oltre che buoni. La Cooperativa mitilicoltori associati della Spezia, infatti, sta sperimentando una nuova tipologia di reste – cioè i supporti su cui vengono impiantati i mitili per il loro accrescimento in mare –  realizzate con una bio-plastica compostabile derivata dal mais.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Novamont, Rom Plastica e con il supporto dell’Università di Siena. L’obiettivo, naturalmente, è tutelare i fondali. ‘Sebbene i nostri associati negli ultimi anni siano sempre più attenti a non disperdere plastica in mare – spiega Paolo Varrella, Presidente della Cooperativa mitilicoltori – può capitare che le reste si rompano e vadano alla deriva senza poter essere recuperate. La mareggiata fortissima dello scorso ottobre, ad esempio, ha distrutto buona parte delle reste, che si sono sganciate dai supporti, facendoci perdere quasi tutto il prodotto. Per evitare di disperdere plastica in mare, che come sappiamo ha un impatto fortissimo sull’eco-sistema, il modo migliore è utilizzare un materiale compostabile come la bio-plastica. Per questo la nostra Cooperativa ha avviato una sperimentazione con Novamont e Rom Plastica, che hanno messo a punto un materiale adatto a sostituire le reste in plastica. Attualmente lo stiamo sperimentando per studiarne il comportamento. Dovrà infatti risultare abbastanza resistente per garantire l’ancoraggio dei muscoli e non mettere a rischio il nostro lavoro, ma dovrà anche potersi trasformare in compost al 100%. Le prime reste in bio-plastica sono state messe in acqua nel mese di marzo. Per poterne valutare pienamente il comportamento (carico di rottura, usura, livello di abrasione) bisognerà aspettare un paio d’anni. Dopo di che, se i risultati saranno quelli attesi, si potranno sostituire interamente le reste in plastica con quelle compostabili. Il progetto è stato fortemente voluto da tutti i nostri associati, che sono una novantina e oggi, grazie al ricambio generazionale, hanno una media di 28 anni, quindi sono particolarmente attenti ai problemi ambientali’.

1 Commento

  1. E’ davvero drammatico, ora non uso se possibile plastica, è difficile ma ci provo!

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