Guidare sul bagnato

Consigli utili per scegliere i pneumatici per la nostra auto che, dal 1° novembre, avranno una loro speciale etichetta per descrivere le loro qualità

Come già avviene per i frigoriferi o le lavatrici, dal 1° novembre anche gli pneumatici venduti in Europa dovranno avere, per effetto dell'entrata in vigore del  regolamento CE 1222/2009, un'etichetta informativa che nel caso specifico darà al consumatore tre parametri di riferimento fondamentali per la scelta.  I valori forniti riguardano l'efficienza energetica (in relazione alla resistenza al rotolamento), la tenuta sul bagnato e la rumorosità. L'obbligo di legge è relativo alle gomme prodotte a partire dal 1° luglio di quest'anno (non dunque per i prodotti a magazzino) e interessa tre categorie di automezzi: le autovetture, i veicoli commerciali leggeri e i veicoli pesanti. Escluse dalla normativa le gomme da moto ed escluse diverse tipologie di pneumatici: i ricostruiti, i chiodati, quelli da corsa, quelli ad uso scorta, professionali da fuori strada, per veicoli immatricolati in data anteriore al 1° ottobre 1990 e per categorie di velocità inferiori agli 80 km orari. Sette le classi di merito previste, dalla A alla G. Anche Coop, come tutti i venditori, è tenuta ad esporre etichette o cartellini illustrativi e ad indicare i tre parametri anche su fatture e ricevute.
Come e più delle nostre scarpe, gli pneumatici garantiscono stabilità e precisione nei movimenti che parlando di circolazione stradale sono sinonimi di sicurezza, il bene più prezioso. La loro importanza resta fondamentale, e non solo non è diminuita di fronte all’incedere dell’elettronica, ma in presenza di dispositivi come Abs ed Esp che gestiscono la frenata e l’equilibrio complessivo dell’autovettura, nonché di ruote maggiorate per sostenere Suv e crossover, si è accresciuta.
Anche in Italia hanno preso ormai piede, e giustamente, gli pneumatici invernali (“winter” in inglese, o anche gomme termiche) che offrono garanzie certe su questo piano. Il periodo per montarli è generalmente tra ottobre e novembre a seconda delle zone e dell’andamento climatico: il meglio di sé lo esprimono infatti al di sotto dei 7 gradi centigradi e su fondi bagnati o innevati, per poi cedere… il cerchione, in primavera, alle gomme estive, realizzate con mescole più morbide e con una diversa scolpitura del battistrada.
Dallo scorso anno, visti i grandi progressi in termini di ricerca e sviluppo, le gomme termiche sono state equiparate in tutto e per tutto alle catene da neve che è obbligatorio tenere a bordo d'inverno su molte strade italiane sulla base di ordinanze comunali, provinciali o regionali. Il Ministero dei Trasporti ha sottolineato la perfetta eguaglianza in ogni condizione tra le due fattispecie, sebbene le catene – com’è noto – siano più indicate per un uso specifico e in assenza di neve addirittura danneggino tanto l’asfalto quanto l'automobile che le monta.
Per il Codice della strada le vetture con trazione integrale come i Suv non sono da considerare esenti e devono perciò essere equipaggiate con appositi mezzi anti-neve. Il che, tradotto, significa con gomme invernali, dal momento che molte case automobilistiche indicano sul Libretto di circolazione misure del gruppo ruote (cerchio + gomma) talmente grandi da non essere “catenabili”, oppure non riportano come omologate le catene a montaggio frontale (ragni da neve). Stesso discorso vale per le calze da neve, ovvero reti in materiale sintetico che la normativa considera di serie B, non equiparandole pertanto agli pneumatici invernali o alle catene da neve.
Ma come si riconoscono gli invernali agli occhi della legge? Tali sono soltanto in presenza della marcatura M+S (“mudd and snow” in inglese, cioè fango e neve) scritta anche M&S, MS, M-S, mentre non è obbligatorio da noi lo “snowflake”, il fiocco di neve racchiuso nel profilo di una montagna, simbolo richiesto dal mercato Usa.
Sul fronte della spesa va detto che  i winter comportano costi aggiuntivi a beneficio del gommista, cui spettano il montaggio e lo smontaggio ed eventualmente, se il proprietario non ha posto in garage o non ha il garage, lo stoccaggio del treno alternativo di gomme. Adottando gli “all season” (pneumatici “4 stagioni”, buoni su corte e medie percorrenze urbane ed extraurbane e anch’essi omologati per legge), questi euro resterebbero in saccoccia, ma le performance fornite risultano inferiori a quelle degli invernali, che sono in grado di assicurare il drenaggio dell’acqua tramite scanalature dritte e intagli aperti da un lato, e l’aderenza alle superfici ghiacciate e innevate attraverso tasselli dai margini seghettati.

Le mani sul portafogli
pneumatico invernale 165/ 70 R 14 da 55 a 75 euro circa
pneumatico invernale 175/ 75 R 15 da 65 a 85 euro circa
2 catene da neve da 30 a 100 euro circa
2 calze da neve da 30 a 60 euro circa
I prezzi sono indicativi e soggetti  alle variazioni del mercato



Claudio Strano

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