Dischi_Cd.jpgDottor Rosi, quanto l’avvento di servizi di streaming ha influito sul mercato musicale?
I primi dati sono molto positivi, e in questi tempi di crisi, è una grande soddisfazione. Dopo anni finalmente si registra nei fatturati delle case discografiche una inversione di tendenza. E la crescita  è dovuta proprio alle vendite del digitale e allo streaming, che si avvia a superare i download. La tecnologia si evolve e questa volta le grandi case discografiche non hanno ripetuto l’errore che fecero quando, con l’arrivo  delle prime forme di download, non cercarono in alcun modo di fare propri questi  sistemi.

Questo si tradurrà in nuove opportunità occupazionali?
È già così. Sony Music quest’anno ha ricominciato ad assumere. Ci sarà sempre più bisogno di persone specializzate nel web marketing.

Ben venga lo streaming, quindi…
Certo, ormai la musica è davvero un’arte che ci accompagna in qualsiasi momento della giornata, ovunque siamo. E questo apre per i musicisti, e naturalmente anche per le case discografiche, grandi possibilità. Si tratta di un mercato in divenire, migliorabile, con molti aspetti da rivedere, ma è il futuro.

Quali gli aspetti perfettibili, a suo avviso?
Sicuramente, ancora, le cifre che lo streaming assicura ai musicisti sono di gran lunga inferiori a quelle che derivavano dalla vendita dei cd, sono piuttosto assimilabili ai proventi per i diritti d’autore. Questo è un aspetto che sarà al centro della collaborazione futura tra noi e servizi di streaming.  E che richiederà maggiori approfondimenti. L’aspetto positivo è che, mai come ora, la relazione  tra la casa discografica e i musicisti è strettissima, loro si sentono sempre  più coinvolti in prima persona anche nelle scelte strategiche, di promozione, commerciali. C’è una condivisione  degli obiettivi sino a pochi anni fa impensabile.

Ci sono nuovi attori del digitale pronti a scendere in campo?
Certo, c’è grande attesa per i servizi che a breve Apple lancerà sul mercato e ovviamente guardiamo tutti con molta attenzione a  Tidal, che ha dalla sua il fascino degli artisti che la promuovono.

Quali sono i progetti di un colosso come il vostro per affrontare questa nuova era del consumo di musica?
Il digitale rilancerà gli investimenti, noi, mai come adesso, siamo impegnai in attività di scouting, di ricerca di nuovi artisti, che non devono necessariamente provenite dai talent. Se tra i lettori di Consumatori ci sono i nuovi Litfiba, si facciano avanti. Noi ascoltiamo tutto con attenzione!

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