Dell’aumento del consumo degli integratori durante la scorsa e l’attuale fase del Covid-19 abbiamo parlato con la dottoressa Laura Rossi, nutrizionista e ricercatrice del Crea.

Dottoressa Rossi, durante la pandemia di Covid 19, e anche nei mesi successivi, è molto aumentato l’uso di integratori a scopo “protettivo” per l’aumento delle difese immunitarie. Perché? E possono davvero essere di aiuto?
Sì, l’uso di integratori è aumentato e si è anche consolidato nei mesi successivi. Dobbiamo partire dalla considerazione che gli italiani sono dei grandi consumatori di integratori e inoltre è comprensibile, in una situazione di paura e di ansia, il fatto di pensare che ci possa essere qualcosa di facile da assumere che ci protegge e che aumenta le nostre difese immunitarie. È un meccanismo che abbiamo in testa e che scatta anche in altri casi: per la paura di invecchiare, o di non riuscire a perdere peso, o di perdere i capelli… Ed è un effetto emotivo che l’industria farmaceutica continua a cavalcare, grazie a pubblicità mirate. L’altro giorno ne ho vista anche una con bambini che ovviamente faceva leva sulle madri. Ecco, penso che la pubblicità dovrebbe essere più regolamentata.

Gli integratori non hanno bisogno di presentare prove di efficacia? No. Mentre per mettere in vendita un farmaco, si devono presentare prove e controprove, e la legislazione è molto rigida, gli integratori hanno l’onere di esibire solo notifiche, piccoli studi, non verifiche di efficacia. Intendiamoci, non sono dannosi, però sono una perdita di soldi. Insomma, nessun preparato a base di vitamina C può difenderci dal Covid-19. E anzi può sortire l’effetto contrario per una banale ragione psicologica e indurre a pensare che, poiché si assume un integratore, allora si può stare tranquilli e si può anche evitare di prendere precauzioni come distanziamento, mascherine, lavaggio frequente delle mani, eccetera.

Quindi che consiglio possiamo dare ai consumatori? Più che un consiglio una raccomandazione: non esiste un integratore accreditato come tale che combatta l’infezione e aumenti le difese immunitarie. Perché nessun integratore è in grado di sostituire una dieta sana e bilanciata. Questo non vuol dire che in alcune occasioni gli integratori non siano utili: ma il loro utilizzo deve essere preceduto da una valutazione biochimica dello stato di salute del paziente. Ad esempio: se un soggetto è anemico, dovrà assumere del ferro. In alcuni casi i vegani possono avere bisogno di una supplementazione di vitamina B12, ma non è che la B12 vada bene sempre, come sembra far credere certa pubblicistica e certa pubblicità…

In particolare a cosa si deve fare attenzione, oltre allo spreco di denaro? Al fatto che si stanno assumendo prodotti che in alcuni casi, a dosi eccessive, possono avere degli effetti tossici. È il caso della vitamina A, del magnesio, del calcio. Bisogna attenersi scrupolosamente alle indicazioni e non aumentare le dosi. Il fatto è che che in questi preparati questi elementi raggiungono una concentrazione che negli alimenti non raggiungono mai, per questo bisogna stare particolarmente attenti.

Spesso sono gli stessi medici a prescrivere degli integratori… Molto spesso i medici vanno incontro ai desideri dei pazienti e assecondano il desiderio del paziente di prendere delle scorciatoie. Ma bisogna assolutamente evitarle: in particolare quando si tratta di perdere peso, o di migliorare la performance sportiva. O anche di limitare l’invecchiamento dell’organismo. Nulla come una dieta equilibrata e uno stile di vita sano possono aiutarci a vivere meglio.

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