Discretamente informati, anche in considerazione della giovane età, ma meno attenti a mettere in pratica corrette scelte da un punto di vista della loro alimentazione. Sanno in quali cibi trovare carboidrati, vitamine o proteine, conoscono gli Ogm, magari hanno meno chiaro il concetto di “filiera corta”, però poi circa un terzo (il 32,7%) spesso salta la colazione e circa un 40% (parliamo di ragazzi che vanno tutti a scuola e quindi hanno a disposizione l’intervallo) non fa la merenda di metà mattina. In più, tra chi ha fatto una dieta dimagrante, un 34% ha deciso da solo cosa e quanto mangiare, affidandosi dunque a pratiche di incerto fondamento.

Parliamo dei risultati dell’indagine “Adolescenza: ‘alimenti’ per crescere”,  realizzata in collaborazione con Coop, da Sima (Società italiana di medicina dell’adolescenza) e dall’Associazione “Laboratorio adolescenza”, su un campione di 2.153 studenti (1.103 maschi e 1.050 femmine) di terza media, quindi con una età compresa tra i 12 ed i 14 anni.

“Nel valutare i dati – spiega il professor Piernicola Garofalo, presidente di Sima – occorre tener presente la giovane età degli intervistati e quindi il fatto che, a prescindere da quello che nel complesso è un buon livello di informazione, sui loro comportamenti alimentari incide molto la famiglia, quello che cioè gli adulti decidono di mettere in tavola. O anche, pensiamo ai tempi dei pasti, all’organizzazione dei tempi familiari, della fretta che troppo spesso comprime un momento importante come quello dedicato al cibo, a cominciare dal primo mattino”. Ma vediamo in maniera più articolata cosa racconta l’indagine.

Quando e cosa mangio Cominciamo dalle abitudini alimentari. C’è un 32,7% di adolescenti che non fa tutti i giorni la prima colazione: a “saltarla” sono in particolare le ragazze (meno del 60% la fa abitualmente e il 20% dichiara di non farla mai). A questo si aggiunge che meno del 60% fa lo spuntino di metà mattina e solo un terzo fa la merenda pomeridiana. Si tende quindi a concentrare l’alimentazione della giornata nel pranzo e nella cena e, di conseguenza, siamo ben lontani dai cinque pasti al giorno che pediatri e dietologi indicano come la migliore garanzia per un apporto calorico correttamente distribuito nell’arco della giornata e quindi ideale per prevenire sovrappeso ed obesità.

E proprio per quanto riguarda pranzo e cena, gli alimenti consumati “tutti i giorni o quasi” da oltre il 60% degli adolescenti intervistati sono la pasta (69,6%) e il pane (65,8%), mentre al di sopra del 50% troviamo la frutta (53,7%). Molto basso, invece, il consumo abituale di pesce (7,3%), con oltre il 30% che dichiara di mangiarlo raramente o mai. Il 41,7% ha un consumo pressoché quotidiano di verdure (ma oltre il 20% le mangia raramente o mai), mentre ogni giorno, nella dieta degli adolescenti intervistati, c’è del salume per il 32% e dei dolci per il 22%.

La pasta oltre ad essere l’alimento più consumato è anche l’alimento preferito (piace molto al 75,4%), seguita dalla carne (75,3%) dai dolci (70,6%) e dai salumi (68,6%). Anche la frutta è molto gradita da circa il 65%, mentre verdura e legumi sono al fondo della classifica (rispettivamente 35,8% e 25,8%).

Dovendo descrivere le loro abitudini alimentari meno della metà (43,9%) dichiara di avere una alimentazione variata, mentre la maggioranza si divide tra chi dice di mangiare “sempre le stesse cose” (25,4%) e chi dice di mangiare “solo le cose che mi piacciono” (29,6%). Rispetto ad altre indagini la percentuale di chi dichiara di avere una dieta variata risulta in calo. Un dato che aumenta nelle grandi città dove sempre più spesso il pranzo non vede insieme tutta la famiglia, anzi molti ragazzi mangiano da soli, non essendo in casa i genitori ed è dunque più probabile che mangino solo ciò che piace loro ed è facile cucinare.

In cima alla frequenza nei menù c’è la pasta che viene mangiata quasi tutti i giorni dal 69,6%, seguita dal pane 65,8%, dalla frutta 53,7%, dalla verdura 41,7% e dalla carne 40,4%. Rovesciando la classifica e partendo da ciò che si mangia raramente o mai, prevale il latte (34,9%), poi i legumi (33,3%) e il pesce (30,4%). Per le bevande vale la pena notare che solo un 27% beve acqua di rubinetto, mentre le minerali “trionfano” (63,9% la naturale più un 24,6% che sceglie la gasata).

Diete fai da te Si conferma la cattiva abitudine degli adolescenti (in particolare delle femmine) a seguire diete alimentari “autoprescritte“.

Ad aver già fatto una dieta è il 22% dei maschi e il 28% delle femmine (ma un ulteriore 17% dice di volerla fare).  Un dato significativo se consideriamo la giovane età del campione. E solo un terzo di chi ha seguito una dieta si è affidato alle indicazioni di un medico: il 40% delle femmine ha deciso da sola cosa e quanto mangiare, mentre il rimanente 30% si è affidata a suggerimenti non professionali (genitori, amiche, TV, Internet…). È chiaro che sul tema dieta si mescolano suggestioni sociali che riguardano i modelli proposti nell’immaginario collettivo dai media e dalle televisioni.

Scelte alimentari Ad accompagnare i genitori a fare la spesa alimentare sono prevalentemente le femmine  (tra chi lo fa spesso e chi lo fa qualche volta si sfiora l’80%), ed è una abitudine prevalentemente diffusa al sud e nelle isole.

La scelta, circa gli alimenti da acquistare, è prevalentemente condivisa fra genitori e figli (62,5%). La spesa si fa prevalentemente al supermercato (78,9), ma le percentuali differiscono tra piccoli centri e grandi città e tra diverse aree geografiche.

Lo stimolo ad acquistare un prodotto alimentare mai provato prima è dato in massima parte dall’induzione da parte di un amico/a che  lo ha fatto assaggiare o ne ha parlato (82,3%), ma oltre il 60% si lascia anche tentare dall’averlo visto esposto in un supermercato o negozio. Molta meno influenza ha la pubblicità televisiva (35%) e soprattutto quella su Internet (5%).

E sempre riguardo la pubblicità, l’88% ritiene che sia utile per far conoscere un nuovo prodotto, ma è anche consistente la percentuale (66%) di chi ritiene che senza pubblicità il prodotto costerebbe di meno.

Conoscere il cibo Relativamente ai principali alimenti, una percentuale di adolescenti che oscilla tra il 70 e l’85% sa correttamente rispondere se l’alimento in questione contenga in prevalenza proteine, vitamine o carboidrati, mentre il 20-30% dà indicazioni del tutto errate. Così l’84,6% sa che nella pasta ci sono carboidrati, l’85,5% che nella frutta ci sono vitamine (per la verdura siamo al 74,8%) e l’80% che la carne contiene proteine.

Il 70% ha sentito parlare di alimenti OGM, il 44% ha un’idea corretta di che cosa si intenda per “commercio equo e solidale“, mentre solo il 16% sa individuare la definizione corretta di “filiera corta”.

Il 56% sa che i genitori sono attenti nel leggere le etichette dei prodotti alimentari con una percentuale che cresce considerevolmente se si passa dal nord al sud e alle isole.

A cena con gli amici Per una sera a cena con gli amici tra le preferenze degli adolescenti la pizza resiste saldamente al primo posto (48,1%) seguita a distanza dal fast food stile McDonald’s (31%), che però comincia ad essere insidiato da vicino, specie al nord, dal Kebab.

Aumenta la conoscenza e la disponibilità a scoprire la cucina etnica dei diversi paesi. Quella più sperimentata è la cucina cinese (37%), seguita da quella mediorientale (29,1%), giapponese (22,7%), indiana (16,6%) e africana (12,1%). Come gradimento, invece, al primo posto c’è la cucina mediorientale (tasso di gradimento 85%), seguita da quella cinese (75%), indiana (73%), africana (72%) e giapponese (71%).

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