Consumi

Gas e luce, la materia prima pesa tra 40% e 45%

Per capire cosa potrà effettivamente cambiare con la definitiva liberalizzazione del mercato di gas e luce è bene partire dalla composizione della bolletta attuale, e vedere che voci la compongono. Partiamo dai calcoli fatti dall’Arera, l’Autorità di regolazione di questi mercati, considerando una famiglia media, che cioè abbia un consumo annuo di circa 2.700 Kilowattora e di 1.400 metri cubi di gas, e che oggi usufruisca del regime di maggior tutela.

Ebbene il prezzo complessivo che questa famiglia paga per il gas è fatto per il 40% dal costo della materia prima, per un 18% da costi di trasporto, per un 3% da oneri vari e per un 40% da imposte.

Nel caso dell’elettricità il costo della materia prima pesa per un 45%, le spese di trasporto e gestione contatori pesano per circa un 20%, poi c’è un 15% di imposte, mentre gli oneri di sistema incidono per il 20%. Quest’ ultima voce dunque pesa parecchio e dentro ci stanno i costi per il bonus sociale alle famiglie disagiate, i costi di dismissione delle centrali nucleari, i bonus per le fonti rinnovabili.

Ma la cosa più importante, vista la composizione delle diverse voci, è sapere che i risparmi che i vari gestori potranno offrire col passaggio al mercato libero riguardano solo il costo della materia prima, cioè tra il 40% e il 45% del valore dell’intera bolletta.

Per facilitare il controllo dei loro consumi e di quanto pagano da parte degli utenti, le bollette devono già oggi prevedere obbligatoriamente una serie di informazioni che anche se declinate graficamente in maniera diversa dai vari gestori, sono uguali per tutti. Per una guida esauriente su questo punto rimandiamo alle info sul sito dell’Autorità di regolazione: https://bolletta.arera.it.

Redazione

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