Tre milioni di visitatori ormai raggiunti, 50 milioni di fatturato realizzato, centinaia di attività e incontri svolti che hanno avuto tutti come protagonista il buon cibo e il racconto dei territori, un interesse internazionale verso questa esperienza che è cresciuto in maniera significativa e con questo anche le opportunità di business. Basti dire che ci sono avviati contatti con la Cina per esportare e realizzare in quel paese una struttura analoga con lo stesso marchio. Tagliando il traguardo del suo primo anno di vita, Fico Eataly World, il parco agroalimentare più grande del mondo (che sorge a Bologna con i suoi 300 mila metri quadrati di superficie), può vantare risultati più che incoraggianti e sicuramente in linea con gli obiettivi del piano economico-finanziario che era stato tracciato all’inizio.

«Abbiamo messo in piedi una struttura che non ha nulla di simile al mondo – spiega Tiziana Primori, amministratore delegato della società di gestione Eataly World (detenuta al 50% da Coop e da Eataly) – Sapevamo che i problemi da affrontare e risolvere sarebbero stati tanti. Di solito quando si parte si rischia uno scontro con la realtà. Per noi invece è stato un incontro, un incontro positivo che ci ha consentito di raggiungere il risultato che ci eravamo prefissati. Non solo per i numeri, che pure sono significativi, ma per la quantità e la qualità delle relazioni che si sono costruite, per la capacità di rendere protagonisti i nostri prodotti e i nostri territori, davanti a una platea così ampia fatta per una bella fetta da stranieri. Per l’Italia Fico è stata una grande vetrina».

Il bilancio che Primori disegna non significa certo che ogni problema sia risolto e che non ci siano aspetti da sistemare in una macchina del tutto originale come questa.

Per chi ancora non lo conoscesse ricordiamo che Fico, riunisce il know how di oltre 100 imprese,  di ogni dimensione, che fanno parte dell’eccellenza del cibo italiano. I visitatori si trovano così di fronte a 40 fabbriche che producono ogni giorno tutti i principali prodotti della nostra tavola, accanto ad oltre 45 ristoranti, oltre a campi coltivati (con 2.000 tipi di piante) e stalle (con 200 animali) che mostrano così cosa succede lungo tutte le filiere. In più Fico è anche una struttura di didattica, di cultura e formazione che in un anno ha coinvolto 150 mila persone e 30 mila studenti in corsi, tour guidati ed esperienze dal vivo.

La fotografia del primo compleanno dice che circa il 50% del fatturato viene fatto nei weekend, il 30% dei visitatori viene da Bologna, il 70% da fuori città, di cui 20% dall’estero (che su 3 milioni significa circa 600 mila persone). Sono circa 900 gli occupati della struttura, che arrivano a 3.000 con l’indotto.

«Gli spazi per migliorare sono tanti – prosegue Primori – e insieme con questo compleanno arrivano anche importanti novità che crediamo daranno alla visita un senso ancor più completo e intenso. Ad esempio nei corsi che le diverse fabbriche propongono, sarà possibile entrare nella zona di lavorazione, indossando grembiule e mascherina, per consentire di assistere alle diverse fasi di preparazione. Assieme ai sapori vogliamo cioè che emergano i saperi, cioè quel patrimonio di conoscenze che l’Italia ha da offrire al mondo. Altra novità riguarda i bambini, che nelle diverse stalle che abbiamo, potranno  non solo guardare, ma toccare gli animali presenti. Sempre pensando ai più giovani arriverà la novità forse più rilevante che è la costruzione, dentro a Fico, di un vero e proprio parco giochi coperto, di 5 mila metri quadrati, con giostre e altre attività, che sarà realizzato dalla Zamperla, una società italiana che è leader mondiale. Hanno visto le potenzialità del nostro progetto e hanno deciso di investire».

Dunque Fico rilancia per garantire un’offerta che sia sempre più completa e capace di rendere in pieno la ricchezza del buon cibo e delle tradizioni agroalimentari del nostro paese. Da questo punto di vista il tema dei visitatori stranieri sarà centrale: «I tre milioni di questo primo anno sono una cifra importante, ma certo sono ancora lontani da quelli che riteniamo possano essere i traguardi alla portata di Fico – prosegue Primori – Siamo partiti, un anno fa, con una quota di visitatori stranieri che era del 6/7% e ora siamo al 20%. Prevale un turismo legato al business, ma vogliamo allargare la quota e coinvolgere famiglie e gruppi. Il lavoro di promozione e con i tour operator richiede tempo, ma siamo convinti di poter arrivare a una quota di turisti stranieri che sia stabilmente pari al 30% del totale. Questo ci servirà anche a riequilibrare le presenze tra week end e gli altri giorni della settimana. L’interesse c’è: Fico ha già avuto riconoscimenti internazionali e per il nostro compleanno abbiamo avuto ospite l’intero consiglio di amministrazione del Fancy Food New York, che è la più grande fiera alimentare d’America».

Dal 28 dicembre al 6 gennaio Fico ospiterà anche la Casa della Befana. Insieme alla Befana, il 5 e 6 gennaio, arriva il Festival delle Caramelle.

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