Violenza_donne.jpgOgni giorno si rifà la terribile conta delle donne uccise dai loro compagni o mariti. Ieri l’ennesimo caso, accaduto a Palermo, in cui ha perso la vita una giovane donna, madre di un bambino che ha vegliato il cadavere della madre dopo averla vista assassinare dal padre. Secondo il rapporto Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia, le donne sono il 30% delle vittime (159) di omicidi in Italia. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente 2.200 donne vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all’anno, una ogni due giorni. Questi i principali dati che emergono dal rapporto Eures-ANSA sull’omicidio volontario in Italia. Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo.
Ogni giorno viene colpita da atti di violenza di genere (fisica, verbale e psicologica), 1 donna ogni 12 secondi. Nell’ultimo anno con dati disponibili (il 2010) si sono contati oltre 105mila reati di genere, pari ad oltre 290 al giorno. Più in dettaglio, ogni giorno 95 donne denunciano di aver subito minacce e 87 di aver subito ingiurie; 64 donne al giorno sono vittime di lesioni dolose, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenze sessuali.

In generale, tra i Paesi europei, l’Italia presenta uno degli indici più bassi (1 omicidio ogni 100mila abitanti, a fronte di 1,9 in media nell’Ue). Lo scorso anno c’è stata una forte riduzione dei casi nelle regioni del Centro (-13,1%) e del Nord (-7,9%), mentre al Sud il dato è stabile (+0,4%). Proprio il Meridione si conferma l’area più a rischio, con 279 omicidi volontari nel 2012, pari al 53% del totale nazionale. La Campania (90 omicidi) consolida il primato di regione più cruenta. Ma la Calabria è la regione più a rischio con 2,7 omicidi ogni 100mila abitanti.

Un omicidio su 2 è stato commesso con un’arma da fuoco (dato in crescita rispetto al 43% del 2011). Scende il ricorso alle armi da taglio (21,3%) e di quelle improprie (9,2%). Il venerdì ed il lunedì, i giorni del cambiamento dei ritmi e delle abitudini settimanali, sono i giorni in cui avviene il maggior numero degli omicidi (rispettivamente il 15,1% ed il 14,9%). Forte prevalenza (38,4%) di quelli commessi tra le 18 e mezzanotte.

E’ sempre in famiglia che avviene il maggior numero di omicidi (175), ma il dato è in calo (-10,3%) rispetto al 2011. Mentre in forte aumento (+25,8%) risultano quelli compiuti dalla criminalità comune (122). Seguono quelli da criminalità organizzata (84). Tra i 419 autori noti di omicidio volontario censiti nel 2012, il 91,4% è un uomo e l’8,6% donna. Nel contesto familiare e affettivo la vittima è principalmente donna (61,1%), di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Mentre il killer in oltre 9 casi su 10 è un uomo. Gli omicidi ‘nella coppia’ interessano quasi la metà delle vittime totali di uccisioni in famiglia.

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