donne_bersaglio.jpgSalva È una sequenza continua di violenze e assassini.
La statistica rileva che un giorno su tre muore, o viene gravemente aggredita, una donna. Gli aggressori sono per lo più i mariti, i fidanzati, o gli ex. Il 67% delle violenze accade quando la relazione è finita: colpire la donna, equivale dunque a punirla perché se ne è voluta andare.

Che fare per cercare di contrastare questo fenomeno? Se il femminicidio è un assassinio esito di atteggiamenti e pratiche misogine, occorrerà un lungo lavoro di educazione nei confronti dei giovani e degli uomini in generale per riuscire a rimuovere l’origine della violenza.

Ma nel frattempo, occorre finanziare i centri antiviolenza, formare adeguatamente gli operatori che sono preposti a intervenire sui casi di violenza.

Occorre poi avere il coraggio di ribellarsi sia aiutando chi ci è vicino e subisce violenza sia denunciando chi ci usa violenza. Cercando di non sottovalutare mai il pericolo che eventualmente si può correre. Mettendo sempre al corrente qualcuno di quanto ci sta accadendo, anche se si tratta di semplici minacce verbali.

Il numero di telefono da comporre, oltre a quelli delle emergenze (112 o 113) è l’1522 che corrisponde alla rete nazionale antiviolenza che indirizzerà la chiamata al centralino di un centro aperto.

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