Pomodori_cassetta.jpgNel 2012 in Italia sono state sequestrate 28 mila tonnellate di prodotti, per un valore economico di mezzo miliardo di euro. Ma anche guardando al resto dell’Europa gli scandali alimentari non mancano: dalla mucca pazza alla carne di cavallo. E’ quanto emerge dal dossier “l’Italia a tavola”, a cura del Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente col contributo di Agenzia delle Dogane, Carabinieri e altri enti di controllo.
Dal dossier Italia a tavola emerge come, per la sicurezza alimentare in Italia e in Europa, siano fondamentali certificazione, tracciabilità, qualità, garanzie igienico- sanitarie.
Passando alla situazione italiana,  l’attenzione si sposta sulla truffa per eccellenza: le alterazioni dei prodotti del made in Italy. Tutte le attività operative presentate nel dossier, ognuna nella sua specificità, indicano come siano ancora tanti i tentativi di ledere l’integrità del made in Italy e di fare loschi affari a discapito dell’interesse del consumatore e molto spesso anche dell’erario, nonostante gli sforzi tesi a vigilare e a garantire la sicurezza alimentare.
Nel 2012, da nord a sud dello stivale, oggetto di sequestri e sanzioni sono stati oli deodorati, vini falsi venduti in nero, formaggi imitati, prodotti ittici anonimi e pomodoro cinese spacciato come italiano.
Un caso eclatante è rappresentato dal settore del vitivinicolo, nel quale si è registrato il maggior numero di sequestri (il 47%), pari ad un valore di oltre 20 milioni di euro. Non minori gli illeciti rilevati dalle indagini sulla filiera del pomodoro, con particolare riferimento alle produzioni Dop San Marzano e biologico: evocazione in etichetta e sui documenti di vendita di falsi marchi Dop, falsi disciplinari di qualità, assenza di tracciabilità. Nello specifico, il settore è stato oggetto di attenzione dal 2010 poiché alcune statistiche hanno indicato come da quell’anno l’importazione di origine extra UE si fosse incrementata del 187%: trasformato e confezionato in Italia, il triplo concentrato di pomodoro, veniva importato dalla Cina, per poi essere etichettato come Made in Italy. Le ispezioni, complessivamente, hanno portato alla cifra di 4.569 tonnellate sequestrate.
“Nonostante i passi in avanti del sistema normativo – afferma Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – molto ancora occorre fare per vigilare e garantire la sicurezza alimentare. Il rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale è la premessa per produrre cibo sano, libero da OGM e residui di sostanze pericolose”.
(Fonte: Helpconsumatori, 13 dicembre 2013)

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