Fabio_Testoni.jpgÈ un album di ballate rock, Giano, disco d’esordio di Fabio Testoni, il chitarrista e cantante degli Skiantos di Freak Antoni che ha creato una raccolta di canzoni in bilico tra lo sguardo intimo e l’energia pop. Un lavoro al quale hanno collaborato musicisti di grande fama come Alex Britti.

Fabio, quali dischi hai ascoltato nei mesi di registrazione di “Giano”?
Amo il rock, quello più trascinante, quello caratterizzato dalle chitarre. Specie dal vivo. Uno dei dischi che più ho ascoltato in questo periodo è stato il live dei Led Zeppelin, The Song Remains the Same,  un concentrato di emozioni, tra il blues, mia grande passione, e il rock. E poi c’è la musica italiana, oggi come negli anni passati sempre piena di creatività. Penso al bell’album registrato da Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè, Il padrone della festa, una collaborazione tra artisti così diversi intensi, con un raffinato gusto per la rima. Di grande fascino anche tutta la produzione degli  Area che ho avuto occasione  di ascoltare di recente nella loro nuova formazione.

E i libri?
Nella scelta dei libri, preferisco i classici. Ci sono così tanti lavori importanti ancora da scoprire e non trovo il tempo per apprezzare le novità. Per cui le mie letture più recenti riguardano capolavori del passato. Da Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez a Il Nome della Rosa di Umberto Eco, sino a tutta la fiction di Philip K Dick.

Chiudiamo con i film…
Anche il mio cinema è quello dei grandi classici, li rivedo appena possibile. Ad iniziare dal cinema americano più spettacolare. Così, dopo aver visto l’ultimo episodio di Guerre Stellari, ho sentito la necessità di ripescare la prima pellicola della serie, diretta da George Lucas. Ho apprezzato anche l’ultimo lavoro di Quentin Tarantino, The Hateful Eight, sceneggiatura che non lascia tregue, dialoghi perfetti, azione e anche una profondità sociale che il regista riesce sempre a mischiare con storie avvincenti. Attori che danno vita a performance indimenticabili. E, andando indietro nel tempo, scelgo anche un film italiano d’autore, Novecento, di Bernardo Bertolucci: ambientazioni in luoghi che mi sono cari e la capacità di narrare un’epoca regalandoci immagini che sembrano rime.

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