Recentemente è entrato in vigore il Decreto Legislativo  n. 116 in tema di etichettatura ambientale, che modifica la precedente normativa dedicata alle norme relative ai rifiuti e imballaggi.
Il decreto prevede novità che dovrebbero aiutare il consumatore a capire la destinazione finali degli imballaggi e, più in generale, favorire l’economia circolare e la trasparenza.

È stato in particolare introdotto un nuovo obbligo per i soggetti che immettono sul mercato prodotti con imballaggi di qualunque tipo e composizione di etichettarli secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI; ciò in conformità con le determinazioni adottate dalla Commissione dell’Unione europea, per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi.

I produttori hanno, altresì l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati.Quindi tutti gli imballaggi dei prodotti devono prevedere una indicazione specifica a seconda del materiale di cui sono composti, con l’indicazione della codifica specifica: ad esempio due tipi di plastica come Pet e Hdpe avranno codici diversi (il Pet 1 e l’Hdpe 2) nonché l’indicazione della filiera di raccolta per l’imballaggio in questione oltre alla loro destinazione finale post utilizzo.
Il decreto, entrato in vigore il 26 settembre scorso, non prevede deroghe temporali sull’etichettatura degli imballaggi, quindi risulta già  applicabile.

Queste nuove normative e indicazioni sono pienamente coincidenti con le scelte sulla trasparenza che Coop già da lungo tempo ha adottato per il proprio prodotto a marchio. Il prodotto Coop infatti costituisce l’espressione massima della missione cooperativa, contribuendo a diffondere i valori per i quali Coop è nata e per i quali continua a essere un punto di riferimento per i milioni di soci e clienti.
Trasparenza per Coop significa consentire ai consumatori di accedere a informazioni sull’origine delle materie prime, sui processi produttivi, sui prodotti finiti (incluso il contenitore!), sulle filiere. Ciò avviene sia attravreso l’etichetta sia con diversi siti dedicati (tutti raggiungibili attraverso il portale www.e-coop.it) .
Quanto all’etichettatura informativa ambientale, per Coop è una realtà già da molto tempo. Oggi è possibile trovare indicazioni sulla percentuale di plastica riciclata ma anche da scarto o sfrido industriale presente nei pack e uso di materie prima da fonti rinnovabili.

Ma l’informazione di più lunga data è quella sul fine vita dei pack dei prodotti Coop e dal 2007 diamo indicazioni (rinnovate nella grafica nel 2019) sulla natura dei materiali utilizzati per favorire un loro corretto smaltimento. Coop lanciò il progetto “Etichettaggio Informativo dei Prodotti Coop”: in etichetta viene segnalata la composizione dei vari materiali che compongono l’imballaggio (carta, plastica ecc.), il codice del materiale nonché in quale circuito della raccolta differenziata dovrebbero essere riposti.
Una conferma  che quindi, già da anni, quanto ora viene previsto dalle normative, è per Coop una realtà, anche per enfatizzare il ruolo da protagonista del consumatore facendogli svolgere un ruolo attivo nella raccolta differenziata e quindi dell’economia circolare!

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