Costruzione_Casa.jpgIl settore dell’edilizia è uno dei più duramente colpiti dalla crisi. Si sono persi 446mila posti di lavoro, le compravendite delle abitazioni hanno registrato un – 49% soprattutto a causa del crollo del potere di acquisto delle famiglie (- 14% dal 2008) e per i prezzi delle case ancora troppo elevati. Per non parlare delle tasse sulla casa: con l’Imu sono aumentate di 12 miliardi. E’ il quadro che emerge dal Rapporto dell’Ance, l’associazione dei costruttori. 11.177 le imprese fallite (il 23% dei fallimenti registrati in tutti i settori economici). Investimenti mai così bassi: nel 2013 arrivano al sesto anno consecutivo di caduta, con un calo complessivo del 29%. Le stime per il 2013 indicano che gli investimenti registreranno una ulteriore caduta del 5,6% rispetto al 2012, nonostante l’effetto positivo degli interventi del governo su incentivi fiscali e debiti della pubblica amministrazione.

Ma ci sono anche le troppe tasse che pesano sulla casa: sono 9 le voci di tassazione che gravano sugli immobili in Italia per possesso, vendita o locazione. E “con l’Imu le imposte sugli immobili sono aumentate di 12 miliardi. L’Italia ha quindi raggiunto il Regno Unito in cima alla classifica dei Paesi con la più alta tassazione sulla casa”. L’Imu, poi, “a differenza dell’Ici ha reso non conveniente l’affitto a canone concordato”.

Per il 2014 sono due gli scenari possibili tracciati dall’Ance: senza politiche per il settore gli investimenti continueranno a calare del 4,3%, e vorrà dire che in 7 anni le costruzioni avranno perso investimenti per 59,3 miliardi, il 32,1%. Sarà “il tramonto dell’intero tessuto industriale dell’edilizia”. Se invece verranno messe in campo politiche per il settore, ed in particolare attuando le proposte dell’associazione dei costruttori (revisione Imu, messa a regime degli incentivi fiscali per ristrutturazioni e ecobonus, riattivazione del circuito del credito) gli investimenti potrebbero tornare a crescere, dell’1,6%. Spendere 5 miliardi in infrastrutture nel 2014 aumenterebbe il Pil dello 0,33% e produrrebbe 44.500 posti di lavoro.

Secondo Federconsumatori la contrazione disastrosa delle compravendite immobiliari non è dovuta unicamente alla stretta sui mutui o al peso del fisco sulle abitazioni. “Ad incidere in maniera determinante su tale andamento, come denunciamo da anni, è soprattutto la caduta verticale del potere di acquisto delle famiglie, la cui contrazione dal 2008 ad oggi ha raggiunto quota -14,1%. Alla scarsissima domanda, per di più, si aggiunge l’aggravante dei prezzi ancora troppo elevati degli immobili. Non è affatto vero, infatti, che vi sia una forte discesa dei costi delle case: nelle aree metropolitane i prezzi sono pressoché stabili, tutt’al più – secondo l’Ance – si registra qualche lievissima diminuzione nelle zone più marginali e periferiche. Alla luce di questo andamento è chiaro ed evidente che l’unica strada per far ripartire il mercato immobiliare è quella del ridimensionamento dei prezzi”.

20 giugno 2013- fonte: helpconsumatori

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