Quali sono esattamente le implicazioni per la salute del cammino? A chi, e come, è raccomandato? Lo abbiamo chiesto al dottor Franco Finelli, medico chirurgo e presidente della Commissione Centrale Medica del Cai (Club Alpino Italiano), che è anche socio della Coop a Chieri, alle porte di Torino.

Dottor Finelli, quali sono i benefici sulla salute del camminare? L’attività fisica e un’alimentazione corretta sono i due fattori chiave di uno stile di vita sano. Camminare permette di tenere sotto controllo il peso corporeo, ha effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio, su muscoli e ossa, migliora la postura e l’equilibrio, favorisce la motilità intestinale e la qualità del sonno, combatte ansia e depressione. E camminare in compagnia fa anche meglio: condividere un percorso fa bene anche all’anima. Inoltre, migliorando il tono dell’umore si riduce il rischio di malattie infiammatorie croniche, come i tumori.

Ha anche effetti terapeutici? Sì, può essere di aiuto anche per alcune patologie. Ad esempio, abbiamo verificato che i ragazzi diabetici che fanno attività fisica hanno minore necessità di insulina per tenere sotto controllo la glicemia.

Bisogna farlo regolarmente oppure anche la passeggiata della domenica è sufficiente? Per registrare un miglioramento misurabile sulla salute l’attività non deve essere sporadica ma regolare e continuativa: l’ideale è una mezz’ora di passeggiata veloce al giorno, i 10 mila passi raccomandati dagli americani. La camminata della domenica può far bene ma non allena. Chi può dovrebbe fare attività fisica se non quotidianamente almeno 3 o 4 volte a settimana.   

A chi è adatto il cammino? A tutti: dai bambini agli anziani, uomini e donne. E anche a chi ha patologie croniche, l’iperteso, chi ha avuto un ictus, un’ischemia o un ex infartuato può farlo, a patto naturalmente che sia sotto controllo del medico curante e si attenga alle terapie consigliate, commisurando l’intensità dello sforzo e la quota all’eventuale patologia. Ma in generale nei cammini i dislivelli non sono elevati e le altezze sono adatte a tutti.

Ci sono accorgimenti particolari da osservare? Serve un approccio prudente e misurato, graduale nel tempo, aumentando progressivamente altezza e dislivello. Non bisogna strafare la prima volta: anche se ci sembra di poter proseguire è meglio darsi dei limiti fin dall’inizio, per non pagarla nei giorni seguenti con dolori muscolari.  Poi, vale la raccomandazione di non fare sforzi eccessivi nelle ore più calde: la camminata ideale si fa la mattina presto, diciamo entro le 11, oppure alla sera dopo le 18.

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