Costo_benzina.jpgL’OsservaPrezzi Carburanti, voluta dal Ministero dello Sviluppo Economico per consentire ai consumatori di confrontare i prezzi, sbarca su smartphone e tablet grazie ad una app, scaricabile gratuitamente da google play ed apple store (tra qualche giorno), messa a punto dal Ministero con la collaborazione di Unioncamere e Infocamere.

Ad oggi circa il 70% degli impianti (17.113 su 24 mila) comunicano almeno settimanalmente il prezzo praticato e il prezzo pubblicizzato deve corrispondere a quello praticato. In caso contrario il consumatore può denunciare il distributore al Sindaco del Comune o alla polizia locale al quale può essere comminata una sanzione che varia da 516 a 3098 euro. Anche i distributori che non comunicano il prezzo possono subire una sanzione e per scovarli il Mise ha chiesto la collaborazione della Guardia di Finanza.

L’app è molto semplice da utilizzare: è possibile effettuare ricerche in zona (raggio di 5 km) o su percorso. I risultati della ricerca sono visualizzabili su mappa o come elenco impianti. Per la ricerca in zona, dopo aver selezionato il tipo di carburante, appaiono sullo schermo gli impianti sulla base della localizzazione contraddistinti da un colore che fornisce una prima indicazione del livello di prezzo (verde chiaro il più economico e rosso il meno economico). Per avere contezza dei prezzi praticati su un percorso occorre indicare, invece, la località di partenza e quella di arrivo.

“Ci sembra un’iniziativa lodevole che si affianca, pur differenziandosi, ad altre app molto scaricate dai consumatori. È tempo però che si operi anche per una ridefinizione del numero dei distributori e delle modalità con le quali si può realizzare una sana concorrenza, liberalizzando veramente il settore, sottraendolo alla morsa delle grandi compagnie petrolifere ed implementando la realizzazione di pompe bianche che abbattono fortemente il costo del carburante sia per i distributori che per i consumatori”. Così Pietro Giordano, presidente nazionale di Adiconsum, commenta il lancio della app.

Per la Fiab Confersecenti  si tratta esclusivamente di una mossa pubblicitaria: “La concorrenza sui prezzi la fanno le compagnie. I gestori, al pari dei consumatori, la subiscono sulla loro pelle essendo discriminati persino all’interno dello stesso marchio e della stessa area. Non possono essere i gestori con i loro 4 centesimi lordi a concorrere sul ribasso dei prezzi che arriva anche a – 18 centesimi ed oltre”.

23 maggio 2013 – fonte: helpconsumatori

 

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