In questi mesi se ne è parlato tanto, degli incendi e dello sprezzante atteggiamento con cui il presidente brasiliano Bolsonaro ha risposto a chi denunciava il problema. Parliamo della foresta amazzonica, un patrimonio di valore inestimabile per l’umanità che sta attraversando una situazione estremamente critica a causa degli incendi che colpiscono quello che è il polmone verde del pianeta e minacciano la flora e fauna di enormi territori non solo in Brasile, ma anche in Perù, Bolivia, Ecuador e altri paesi sud americani.

Davanti a questa tragico e preoccupante scenario, Coop ha deciso di passare dalla parole ai fatti e di impegnarsi dicendo no al disboscamento selvaggio e portando avanti un’azione concreta per contribuire a preservare l’integrità della foresta. Il progetto messo in piedi ha consentito di raccogliere fondi per oltre 130 mila euro che ora serviranno a sostenere le comunità che abitano e lavorano nella foresta vergine. Proprio le attività dei lavoratori autoctoni – che sfruttano in maniera sostenibile le risorse naturali della foresta – aiutano a salvaguardare efficacemente queste aree. Queste comunità sono infatti guardiane e custodi naturali della foresta.

Alla raccolta di questa somma si è arrivati attraverso i contributi dei fornitori della linea vivi verde Coop durante la seconda metà di settembre, che è poi stata raddoppiata da Coop. A essere finanziati saranno alcuni progetti specifici di due associazioni indigene Air Muije e Sefenbo (che coltivano la noce dell’Amazzonia, che viene poi importata in Italia grazie alla cooperativa Chico Mendes). Assieme alla cooperativa Chico Mendes, a fare da garante sul buon utilizzo dei fondi raccolti sarà Fairtrade Italia (l’ente certificatore dei prodotti equo e solidali a marchio Solidal).

Gli interventi che saranno finanziati riguarderanno la realizzazione di vivai forestali per il rimboschimento di zone degradate, la ripulitura del sottobosco e la creazione delle cesse (strisce di terra che impediscono la diffusione del fuoco). Poi piani di inventari forestali e di uso del bosco per scongiurare il commercio illegale del legname e la realizzazione di cisterne e serbatoi per la raccolta dell’acqua e, infine, la costruzione di parcelle agroforestali per rimboschire terreni danneggiati dagli incendi o lasciati incolti a causa degli incendi.

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