Pandemia, cambiamento climatico, rivoluzione verde sono i principali fattori che stanno spingendo al rialzo i prezzi delle materie prime e che alimenteranno nei prossimi anni la competizione per le risorse del pianeta. Un contesto che rischia di innescare nuove tensioni e conflitti internazionali, ma anche effetti immediati sui prezzi dei prodotti (alimentari e non) per i consumatori.

marco pedroniMarco Pedroni, presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop, dobbiamo aspettarci un autunno di caro prezzi anche sulla spesa quotidiana? È uno scenario preoccupante che dobbiamo cercare di evitare, altrimenti la ripresa italiana sarà effimera e rischia di finire molto presto. Ci troviamo davanti il rischio di una inflazione da costi, fatta sia di aumenti delle materie prime sia di speculazione, che potrebbe tradursi in una crescita dei prezzi al consumo di diversi punti. Già oggi alcuni fornitori ci stanno presentando listini con aumenti davvero elevati. Ma la distribuzione non può né assorbire da sola questi rincari, né trasferirli sui prezzi ai consumatori: significherebbe scatenare un effetto molto negativo, economico e sociale, sul Paese. L’Italia ha risparmi importanti, voglia di ripartire e di fare acquisti, ma non dimentichiamo che c’è anche una parte delle famiglie che continua a dirci: siamo in difficoltà.

Come si può arginare questo tipo di inflazione? Se c’è una potente inflazione da costi che sta arrivando sulle nostre tavole bisogna che se ne facciano carico tutti, senza scaricare i costi a valle della filiera: chi produce, chi distribuisce e in piccola parte anche i consumatori. Innanzitutto, bisogna fare grande chiarezza su quale sia il reale impatto degli aumenti dei prezzi delle materie prime sui prodotti e condividere il problema. Le imprese dovranno mettere sul tavolo in modo trasparente le ragioni degli incrementi e valutare insieme come, facendo efficienza, possano mitigare questo fenomeno.  Inoltre, è un tema di cui anche il governo deve occuparsi, con scelte che uniscano etica ed economia: occorre sostenere la domanda interna soprattutto per le fasce più deboli della popolazione e incentivare, eventualmente anche rimodulando l’Iva, i consumi ecosostenibili.

Cosa farà Coop per farsi portatrice degli interessi e dei nuovi stili di vita dei consumatori? Sono due le direttrici di cambiamento sulle quali stiamo lavorando: una rivisitazione importante del prodotto a marchio e l’ibridazione di canale fisico e digitale nei nostri punti vendita, per offrire un modo diverso di rapportarsi ai soci e ai clienti. Quanto all’offerta, pensiamo di essere in profonda sintonia con un modello di consumi che sempre più persone stanno scegliendo e chiederanno: attento all’ambiente, alla qualità, al bene comune, alla sostenibilità anche sociale.  Siamo nati per fare gli interessi dei soci, ma anche per rendere migliore il mercato, e lavoriamo da sempre perché nelle filiere agroalimentari ci siano standard di sicurezza, qualità ed eticità ancora più stringenti delle normative. Se cresceranno i consumatori consapevoli, crescerà Coop.

Redazione

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