Con un anno di ritardo causa pandemia, accende i motori l’Expo 2020, in programma dal primo ottobre 2021 al 31 marzo 2022 nella città più importante degli Emirati Arabi Uniti. Il tema su cui ruota l’esposizione universale è intrigante: “Connecting minds, creating the future” (collegare le menti, creare il futuro). Un riferimento al nome arabo di un celebre quartiere della città, Al Wasl, che significa “connessione”, “collegamento”.

Ma Dubai non è soltanto questo “ponte” verso il futuro, con i suoi centri commerciali avveniristici, gli hotel di lusso, le spiagge favolose, le dune del deserto e i tesori degli scheicchi. C’è un altro modo di approcciare una città in grado di riservare molte sorprese, guardando a un domani sostenibile. Un “taglio” proposto, ad esempio, da Viaggi del Mappamondo, operatore leader per i viaggi su misura verso gli Emirati Arabi (vedi il box accanto).

Fattorie bio e latte di dromedario Anzitutto bisogna arrivarci. L’Italia è collegata a Dubai con voli diretti da Roma, Milano, Venezia, Bologna e Catania. Al momento della redazione di questo articolo, gli Emirati Arabi non hanno ancora aderito al Green Pass europeo e le procedure di ingresso richiedono, per ora, l’esibizione di un test negativo Covid-19. Gli aggiornamenti in tempo reale sono sul sito del ministero www.viaggiaresicuri.it.

Una volta sbarcati, vediamo come prenderla. C’è una Dubai diversa che accoglie i tre temi portanti dell’Expo – ovvero sostenibilità, mobilità e opportunità, a cui corrispondono  specifiche aree dell’esposizione – che i tour operator hanno declinato anche in chiave turistica, aggiungendovi (letteralmente) il sapore del territorio.

Fuori dai padiglioni della grande rassegna mondiale, ecco allora esperienze agricole inaspettate da visitare, come My Farm Dubai, fattoria ecologica autosufficiente nata su progetto di Mohammed Aissaoui, ex ingegnere del sud della Francia venuto a Dubai per creare in mezzo al deserto questa fattoria che si mantiene da sola, combinando la natura con la tecnologia avanzata. Un’attrazione da non perdere, così come Desert Organic, azienda familiare emiratina che produce frutta e verdura biologica. O come il giardino di api, unico nella regione, che crea miele crudo al 100% di produzione locale e fonde l’educazione con l’esperienza, promuovendo l’importanza dell’ape per l’impatto ambientale, la sicurezza alimentare e la crescita economica.

Per chi invece è alla ricerca di un’esperienza unica, vicino alla strada di Al Ain c’è un’altra fattoria sostenibile, dove sperimentare incontri ravvicinati con i dromedari, nativi dell’Arabia, oltre a gustare o acquistare una serie di prodotti caseari,  tra cui latte, gelato e cioccolata.

Sulle dune protette Rientrati in albergo, c’è il Jumeirah Fish Market, con i migliori frutti di mare freschi della città, a spingerci a uscire di nuovo. In questo piccolo e caratteristico mercato del pesce si possono acquistare più di 50 diversi tipi di frutti di mare tra cui aragosta, granchio, gamberi tigre, gamberetti e altro ancora. È possibile anche farli pulire prima di portarli in uno dei vicini ristoranti locali per farli cucinare a proprio piacimento.

Un approccio più naturalistico è quello che offre, nei dintorni, escursioni sulle dune, camp e desert lodge ecosostenibili dove cenare e pernottare: stiamo parlando della Dubai Desert Conservation Reserve, riserva e progetto di conservazione ambientale e protezione delle aree naturalistiche desertiche, cui si può accedere solo tramite pochi operatori accreditati chiamati all’assoluto rispetto dell’ambiente.

Per capire meglio questi luoghi e le loro tradizioni c’è un centro che propone cultura, storia e stili di vita degli Emirati (ma anche esperienze gastronomiche) in un ambiente immersivo e conviviale.

A solo un’ora e mezza di auto si incontra l’altra grande città, Abu Dhabi, che è la capitale degli Emirati Arabi Uniti, con la sua magnifica moschea dello sceicco Zayed, il museo del Louvre recentemente inaugurato e il memoriale dei padri fondatori di una nazione giovane che festeggia, in occasione dell’Expo, i suoi primi 50 anni. 

L’Expo, da ottobre a marzo Per sei mesi Dubai si trasformerà in una vetrina mondiale in cui i 200 Paesi partecipanti all’Expo presenteranno al mondo il meglio delle loro idee, progetti, modelli innovativi nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali sui temi dell’Esposizione Universale. Sarà la prima a tenersi nell’area Me.Na.Sa. (Medio Oriente, Nord Africa, Asia meridionale), nel Dubai south district, a sud della città, nei pressi dell’aeroporto Internazionale Al Maktoum, a un’ora circa dagli altri due importanti scali internazionali, Dubai e Abu Dhabi International.

Il padiglione Italia, realizzato su progetto di Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria, mette in scena “la bellezza che unisce le persone” e avrà, secondo le previsioni, un afflusso di oltre 28 mila visitatori al giorno, cioè oltre 5 milioni nell’arco dei sei mesi dell’evento.

 

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