A urne ancora calde, l’associazione Di.Re, “Donne in rete contro la violenza”, chiede al nuovo governo impegni precisi. Intanto rilancia l’allarme sui Centri antiviolenza e sulle Case rifugio che rischiano di chiudere a causa dei tagli alle politiche sociali e al welfare che colpiscono maggiormente le donne, aumentando le disuguaglianze di genere. Poi chiede:  l’immediata ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa, firmata a Istanbul nel 2011, con l’adozione delle misure prescritte e con interventi concreti e duraturi anche nel programma finanziario  di governo; il rinnovo del Piano nazionale contro la violenza alle donne del novembre 2010, con garanzia di stanziamenti economici adeguati e costanti ai centri antiviolenza/Case rifugio su tutto il territorio nazionale anche da parte degli enti locali e riconoscimento del livello essenziale di assistenza sociale per la violenza contro le donne; la rilevazione dei dati sistematica, integrata e omogenea sulla violenza contro le donne su tutto il territorio nazionale; la promozione di campagne di sensibilizzazione nazionali e locali per contrastare la violenza maschile contro le donne, rivolte a tutta la popolazione in particolare agli uomini, vigilando su ogni forma di comunicazione offensiva per le donne.
E a proposito di campagne ce n’è una, proprio rivolta agli uomini, che grida “Noi no”. È NoiNo.Org, Uomini contro la violenza sulle donne, promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna, sostenuta anche da Coop Adriatica. Una campagna che chiede agli uomini di metterci la faccia, di partecipare, di porsi in relazione tra loro, per creare una comunità di uomini consapevoli che dicono pubblicamente no alla violenza di genere, divulgano la campagna e coinvolgono altri uomini in questo network. Lo hanno già fatto testimonial di NoiNo.org come Ivano Marescotti, attore, Alessandro Diamanti, calciatore, Giampaolo Morelli, attore, Vinicio Capossela, cantautore, Stefano Benni, scrittore, e Riccardo Iacona, il giornalista che abbiamo intervistato proprio in queste pagine. Ma anche il taxista Silvano, l’agricoltore Matteo, e tanti altri uomini comuni che hanno aderito attraverso il sito www.noino.org.
Una partecipazione diretta, in prima persona, come quella che ha visto milioni e milioni di donne in tutte le piazze del mondo ballare per dire no alla violenza. Il movimento “One billion rising” lanciato dalla scrittrice Eve Ensler, ha vinto la sua scommessa, il 14 febbraio scorso, dal nord al sud del mondo, da est a ovest, mobilitando il pianeta con una danza collettiva di tutte e tutti. 

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