Case2.jpgL’Enea ha presentato il Rapporto 2011 “Le detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente”, che fornisce il quadro complessivo degli interventi, realizzati nel nostro Paese a partire dal 2007, finalizzati a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici residenziali. Il Rapporto è disponibile sul portale dell’Enea.
In base al documento, nel 2011 in totale sono pervenute all’Enea 280.700 pratiche, per investimenti complessivi superiori a 3,3 miliardi di euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, il 94%, l’incentivo è stato utilizzato dalle persone fisiche e solo per il 6% dalle persone giuridiche. Il valore complessivo degli importi portati in detrazione è risultato di oltre 1,82 miliardi di euro. Il risparmio energetico complessivo in energia primaria generato dalla realizzazione degli interventi ammonta a più di 1.435 GWh/anno, con un risparmio in termini di CO2 non emessa in atmosfera pari a circa 305 kt/anno.

Rispetto al 2010, anno record in cui giunsero all’Enea ben 405.000 pratiche, il 2011 ha perciò registrato un decremento importante, pari al 30%. Una diminuzione che è stata diffusa e omogeneamente distribuita tra le diverse tipologie di intervento ammesse a detrazione fiscale.  del successo ottenuto da  questo sistema di incentivazione dell’efficienza energetica, i dati presentati mostrano che in cinque  anni, dal 2007 al 2011,  circa il 5,5% del patrimonio edilizio nazionale ha subito un ciclo di riqualificazione energetica (parziale o globale) e che circa il 5% delle famiglie italiane ha beneficiato della campagna del 55%.
Enea ha stimato che, proiettando i dati storici fino al 30 giugno 2013 (ossia alla data di chiusura presunta del meccanismo delle Detrazioni), è ipotizzabile per quella data il raggiungimento di un valore complessivo di risparmio energetico di quasi 10.000 GWh/anno, pari un risparmio in termini di CO2 di oltre 2.000 kt/anno.
A livello degli interventi ammessi a detrazione, conferma un ruolo di predominanza assoluta la sostituzione di infissi (il numero degli interventi è pari al 59% del totale), seguito dalla sostituzione delle caldaie con quelle a condensazione (24%) e dal solare termico (11%). Percentuali marginali hanno riguardato gli altri interventi, come il geotermico a bassa entalpia, la coibentazione delle strutture opache orizzontali e verticali (pareti, solai, tetti, ecc.), e l’installazione di caldaie a biomassa. Per Enea, la scarsa diffusione di questi interventi, che insieme non raggiungono il 6% del totale, è da considerarsi una criticità, in quanto si tratta proprio delle tipologie di riqualificazione energetica associate ad un maggior risparmio energetico.

Dal punto di vista geografico, il Rapporto dell’Enea rimarca chiaramente una evidente spaccatura dell’Italia in tre macro-realtà differenti: la stragrande maggioranza degli interventi è stata realizzata nel Nord, seguito dal Centro e infine dal Sud Italia. La prima regione in termini assoluti è la Lombardia (62 mila pratiche, il 22,2% del totale), seguita a debita distanza da altre tre regioni del Nord, cioè il Piemonte (13,6%), il Veneto (12,6%) e l’Emilia-Romagna (12,4%). Più in dietro tutte le altre: Toscana (5,9%), Lazio (5,4%), Liguria (4,3%), Friuli Venezia Giulia (4,1%), Trentino Alto Adige (3,7%), Marche (3,0%), Puglia (2,8%), Campania (2,1%), Sicilia (2,0%), Sardegna (1,5%), Abruzzo (1,4%), Sicilia (1,1%), Calabria (0,8%), Basilicata (0,6%), Val d’Aosta (0,4%), Molise (0,3%).

Secondo i quadro normativo attuale e, quindi, in assenza di nuove proroghe, il meccanismo delle Detrazioni fiscali terminerà il 30 giugno 2013, venendo inglobato nel più generale meccanismo delle Detrazioni fiscali del 36% relative agli interventi di ristrutturazione (attualmente al 50%, ma dal 1° luglio torneranno al 36%).

(9 aprile 2013)

fonte: greenreport

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