Oltre il 60% dei consumatori, soprattutto donne, legge l’etichetta prima di acquistare un prodotto, a caccia di informazioni utili: ingredienti, calorie, data di scadenza, eventuali allergeni… E se insieme alla “carta di identità” del prodotto trovassimo stampato in etichetta anche il 1522, cioè il numero di telefono da chiamare per le donne vittime di violenza o stalking? Sarà proprio così: da novembre il numero comparirà sulle confezioni dei prodotti a marchio Coop. Si comincia dal latte parzialmente scremato che si troverà sugli scaffali in “edizione speciale” a tiratura limitata, parlando direttamente alle consumatrici, con una particolare confezione rosa. Un modo per sensibilizzare soci e clienti sul problema, ma anche per rompere il silenzio e agire concretamente a favore delle donne, fornendo loro un primo punto di riferimento per uscire dalla violenza direttamente nella busta della spesa, sui prodotti di uso quotidiano, nella vita di ogni giorno.

Il 1522, infatti, è il numero promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, accessibile gratuitamente sia da rete fissa sia mobile su tutto il territorio nazionale, 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, e in più lingue. Un servizio fondamentale per attivare un primo contatto e avviare percorsi di aiuto per tutte quelle donne che vivono nella paura o che hanno già subito episodi di violenza o stalking. Ma non solo: possono chiamarlo anche i familiari, gli amici, i conoscenti, o le cittadine e i cittadini che desiderano informazioni su come fornire aiuto o a quali servizi rivolgersi.

In occasione del 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne – Coop contribuirà a sostenere le associazioni a difesa delle donne vittime di violenza con diverse iniziative sul territorio e mettendo in vendita la borsa di tela a tema, in edizione limitata, firmata per Coop dall’ illustratrice e designer tessile italo-nigeriana Diana Ejaita.

Intanto nei prossimi mesi, progressivamente, il numero antiviolenza diventerà uno degli “ingredienti” nell’etichetta di tutti i prodotti a marchio Coop. Al primo prodotto della campagna, il latte, faranno seguito altre 15 referenze, per arrivare a coprire, a fine 2023, le etichette di circa 1000 prodotti a marchio Coop.  Verrà adottato inoltre su altri strumenti di comunicazione legati alla spesa, come gli scontrini, e, in alcuni negozi, sugli elementi dell’ambientazione come adesivi, carrelli e banchi frigo. Una campagna “sul campo”, nei luoghi frequentati da tutti ogni giorno, per confermare l’impegno di Coop sul tema e che si aggiunge alle altre iniziative della campagna “Close the gap” per ridurre le discriminazioni di genere. Da questo numero, anche Consumatori aderisce inserendo il 1522 nella propria gerenza, per contribuire costantemente a diffonderne la conoscenza nelle case dei lettori e delle lettrici del mensile.

Ma come funziona il 1522? «Il numero – spiega la dottoressa Maria Spiotta dell’associazione Differenza Donna Aps/Ong, che dal 2020 gestisce il Numero nazionale antiviolenza e stalking del Dipartimento per le Pari opportunità – accoglie con assoluta garanzia di anonimato tutte le persone, soprattutto donne, sia italiane sia straniere, che stanno vivendo o hanno vissuto qualsiasi tipo di violenza fisica, sessuale, psicologica, economica, in casa, al lavoro o in qualsiasi altro luogo pubblico o privato. Si rivolge alle operatrici e agli operatori dei servizi pubblici e privati, ma anche a chiunque voglia informazioni. L’obiettivo è garantire uno spazio d’ascolto, supporto e protezione, anche in collegamento con la Rete Antiviolenza. Contattare il 1522 è un primo passo per uscire dall’isolamento e da una situazione di violenza».

Al telefono, operatrici esperte nel contrasto alla violenza di genere offrono alle donne un dialogo sicuro e senza pregiudizi, in cui ciascuna possa sentirsi accolta, compresa e creduta. All’occorrenza, è possibile accedere anche a consulenze specialistiche in ambito psicologico, legale e di mediazione linguistica e culturale. Per chi decide poi di avviare azioni efficaci per la propria libertà e per quella di eventuali figli e figlie, vengono quindi fornite informazioni sui Centri Antiviolenza che in tutta Italia sostengono e accompagnano il percorso di protezione e uscita dalla violenza e sui servizi esistenti di tutela legale, giuridica, sanitaria specializzata, di sostegno psicologico, di residenzialità, di inclusione sociale e lavorativa.

«L’iniziativa di Coop di inserire il numero nelle confezioni dei prodotti a marchio – sottolinea Spiotta – contribuirà a garantire la capillarità informativa del 1522 e aumentare la sua riconoscibilità sul territorio. Crediamo sia un’iniziativa che mira a rompere il silenzio e l’isolamento causati dalla violenza, a partire dalla consapevolezza dei diritti e degli strumenti di tutela che, come società, siamo in grado di garantire alle donne che subiscono violenza o stalking, per aprire loro una effettiva via d’uscita».

Non c’è tempo da perdere. Nel 2021 in Italia sono stati commessi 302 omicidi, con 119 vittime donne: di loro, 103 uccise in ambito familiare o affettivo e 70 da parte di partner ed ex partner. Mentre fino al 25 settembre di quest’anno sono stati registrati 215 omicidi, con 81 vittime donne. Numeri drammatici, contenuti nei report del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, che precisa però che questi reati sono in calo dal 2018 (quando c’erano stati 359 femminicidi) in poi.

Tuttavia, crescono i cosiddetti “reati spia” della violenza di genere. Delitti che esprimono violenza fisica, sessuale, psicologica o economica contro una persona in quanto donna: gli atti persecutori (il cosiddetto stalking), i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le violenze sessuali. Tra il 2018 e il 2021 questi reati sono aumentati e le vittime sono quasi sempre donne (75% per gli atti persecutori, oltre l’81 per i maltrattamenti contro familiari e conviventi e tra il 91 e il 93% per le violenze sessuali). Tutti, dice il rapporto, “gravi crimini che producono sulle vittime seri effetti fisici e psicologici”. Ma è vero anche che questi numeri crescono perché, per fortuna, si denuncia di più: vittime e testimoni sono sempre meno disposti a tollerare in silenzio gli abusi e si rivolgono di più alle forze dell’ordine e alle reti di aiuto.

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