Prendersi cura delle piante è stata un riscoperta per molti di noi. Ne parliamo con Maria Eva Giorgioni, docente di coltivazioni ornamentali e vivaismo all’Università di Bologna.

 Professoressa, durante i mesi del confinamento in molti si sono dedicati ad attività manuali. Tra queste, senz’altro quella del giardinaggio, per rendere più gradevoli gli spazi esterni a nostra disposizione. Sarà un’attività destinata a durare?
In effetti hanno avuto un grande slancio molte attività manuali. E, tra queste, la riscoperta del valore del verde, della natura. Ne è la prova il fatto che serre e vivai non hanno mai venduto tante piantine da orto come subito dopo la loro riapertura. Solo i fiori recisi hanno subito una pesante flessione delle vendite, senz’altro a causa del diradarsi di occasioni sociali, come inviti a cena o matrimoni…

Per continuare a dedicarsi al giardinaggio anche durante i mesi invernali, quali piante da appartamento scegliere? Tra quelle decorative, senz’altro i filodendri, i ficus, il potos… sono quelle più adatte perché sono quelle che hanno bisogno di meno luce e nei nostri appartamenti, d’inverno, c’è n’è davvero poca.

Quali sono i consigli da dare a chi voglia provare a scommettere sul suo pollice verde? Intanto bisogna trovare un angolo della casa ben illuminato. Poi l’altro elemento di criticità per le nostre piante da appartamento è la scarsa umidità. Noi, per stare bene, non abbiamo bisogno di un’umidità molto elevata, invece le piante sì, anche superiore al 40%, specie quando ci portiamo a casa una pianta nuova, abituata alle condizioni di una serra. Per questo consiglio sempre di mettere le piante insieme, creando un angolo verde: perché così si autocondizionano, traspirano, creano una sorta di microclima. Ma ci si guadagna anche da un punto di vista scenografico e ornamentale: tutte insieme sono molto più belle. Consiglio inoltre di comprare le piante che sono – come dire – indicatrici del momento di dare acqua. Una di queste, tra l’altro molto bella, è lo spatiphillum: quando ha sete abbassa le foglie. Si potrebbe dire che è una pianta che parla. Una pianta “sentinella” anche del benessere delle altre piante.

Quale punto della casa scegliere, per creare il nostro angolo verde? Bisognerebbe scegliere una finestra a nord o a est, perché il sole diretto danneggia le piante da appartamento. Consiglio di spostarle il meno possibile, essere spostate non piace alle piante. Se cresce un po’ storta, dirigendosi verso la fonte luminosa, non bisogna girarla… Perché crescere in modo differenziato può essere la situazione per lei migliore, in funzione della posizione in cui l’abbiamo messa. La pianta parla e tutto sommato, piuttosto che girare la pianta, meglio aggiungere una fonte di luce a led.

Quali sono gli errori più frequenti in cui possiamo incappare? Bisogna stare molto attenti alla quantità di acqua, perché d’inverno la pianta lavora poco, perché c’è meno luce, quindi consuma meno acqua. Se esageriamo con l’acqua le radici marciscono. Inoltre non conviene concimare. Se siamo stati bravi durante l’estate a nutrirla, non ce n’è bisogno di concime, che torneremo ad usare in primavera. Attenzione anche al termosifone: mai metterle vicino a una fonte di calore.

E tra le piante da fiore, quale consiglia? Sicuramente il phalenopsis è una delle piante più adatte, selezionata per stare negli interni, ha bisogno di poca luce, sta bene alla temperature dei nostri appartamenti, si adatta anche se magari ci dimentichiamo di darle acqua, basta che non ci sia ristagno: mai lasciare l’acqua in fondo al vaso! Le radici vanno tenute sempre umide ma mai bagnate e, a differenza di altre piante, va concimata: è una pianta che ha un ciclo continuo. Anche per il phalenopsis consiglio di mettere due tre, quattro piante insieme in un contenitore con argilla espansa bagnata sul fondo che produca evaporazione, molto utile alla pianta.

Professoressa, esistono piante che depurano l’aria dei nostri appartamenti? Intanto sfatiamo la credenza che le piante in casa diventino nostre concorrenti per l’ossigeno, e quindi certamente possiamo metterle anche in camera da letto. E comunque sì: ci sono molte piante che hanno un’azione di abbattimento degli inquinanti. Non solo attraverso la chioma, ma anche in virtù dei microorganismi del substrato. Alcune piante sono considerate più efficienti da questo punto di vista: prima tra tutte, riecco lo spatiphillum: il mio consiglio è di prenderlo già grandino, a partire da un vaso di 12-14 cm. Poi abbiamo il clorophitum, bellissimo, con le sue foglie ricadenti variegate. In generale, però, bisogna tenere presente che una pianta che contribuisce all’abbattimento degli inquinanti deve essere una pianta che lavora, che fotosintetizza, che cresce. Se in casa ho uno spatiphillum che sta male, perdo tutte le sue potenzialità. Quindi la prima regola è fare stare bene la pianta. Ma questo non riguarda solo le nostre piante da appartamento: riguarda gli alberi che abbiamo in giardino, nel parco sotto casa, nelle aiuole delle città: esseri viventi che abbattono gli inquinanti, le polveri… ma solo se stanno bene! Avere una pianta che sta bene è come avere qualcuno in casa che sta bene, che è anche allegro, che fiorisce. E allora diventiamo allegri anche noi. Se invece abbiamo vicino una pianta morente, con le foglie gialle e visibilmente sofferente, beh, credo che anche il nostro umore ne venga influenzato…

Esiste il pollice verde, dunque? Direi di no. Alle piante, più che altro, bisogna dedicare del tempo: per guardare, per osservare, per praticare piccoli gesti di cura. Chi ha il pollice verde è una persona che si prende del tempo per dare l’acqua alla pianta, per parlarci, anche, per accorgersi dei suoi cambiamenti e dei suoi bisogni. Forse durante il lockdown di primavera abbiamo semplicemente avuto più tempo e ci siamo concentrati su una serie di attività per le quali prima non trovavamo spazio. Non disperdiamo queste piccole conquiste.

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