Se anche siamo un paese dove il 40% della popolazione è sedentario, fortunatamente, il numero di chi fa pratica sportiva sta aumentando. L’ultimo dato, certificato da Coni e Istat, dice che, nel corso del 2015, in Italia hanno praticato uno o più sport 19,6 milioni di persone, ovvero un terzo dei residenti (sopra i tre anni di età), pari al 34,8% della popolazione. Il 23,8% ha fatto sport con continuità, l’11% saltuariamente. L’aumento dei praticanti nell’arco del triennio 2013-2015 è del 2,7%.

Del resto, una conferma empirica di questo trend in crescita viene dalla semplice osservazione di un parco cittadino pieno di gente intenta a correre nelle ore serali, o dall’incrociare gruppi di agguerriti ciclisti durante i week end. E proprio alle centinaia di migliaia di podisti e ciclisti del nostro paese vorremmo dedicare queste righe. Ben sapendo che in realtà si tratta di un variegato mondo che, da chi si concede qualche corsetta o pedalata quando capita, arriva sino a chi si lancia nella sfida di una maratona o di una gran fondo in bici.

Se a questi appassionati (pur sapendo che molti sono già ben documentati) vorremmo dare qualche consiglio utile, male non sarebbe riuscire a convincere qualcuno, di quel 40% di sedentari citati all’inizio, ad alzarsi dal divano e provare a mettersi in movimento.

I benefici della pratica sportiva «Il punto di partenza, si parli di podismo o di ciclismo non cambia, – spiega il professor Gianfranco Beltrami, specialista in medicina dello sport e vice presidente della Federazione medico sportiva italiana – non può che essere quello che la pratica sportiva fa bene, garantisce importanti benefici ed è una sorta di medicina preventiva che assumiamo. Dall’altro canto la sedentarietà è causa di malattie la cui cura comporta un costo sociale importante. Se lo sport è una medicina, come tutte le medicine va assunto nella giusta misura, perché il troppo poco potrebbe non garantire gli effetti sperati, così come dagli eccessi possono derivare problemi e contrindicazioni. In ogni caso l’altro consiglio prima di partire è quello di fare una visita medico sportiva proprio per mettersi in condizione di fare esercizi in sicurezza e magari scoprire se c’è qualche problema o punto debole».

Esistono poi una serie di motivi comuni che incoraggiano la pratica sia del podismo che del ciclismo: «Si tratta di due sport aerobici – prosegue il professor Beltrami – la cui pratica, come dimostrano diversi studi e ricerche, produce vantaggi per prevenire problemi di salute: dalla pressione alta, al diabete, dall’osteoporosi, ai problemi cardiovascolari. In più il sistema immunitario viene rinforzato, oltre al fatto che, considerando che in Italia un terzo della popolazione è obeso o in sovrappeso, fare sport aiuta ad avere un peso corretto».

Non da ultimo, visti i tempi non semplici che vive il nostro paese, l’attività fisica di tipo aerobico, grazie alla produzione di endorfine, contrasta ansia e depressione.

Correre e/o pedalare Detto dei benefici potenziali di queste pratiche, vediamo più da vicino alcuni consigli utili per quelli che corsa o pedalate, sono già in movimento e si divertono a farlo. «Se si decide di iniziare a correre – spiega Beltrami -, oltre all’abbigliamento adeguato, sono fondamentali le scarpe giuste, cioè con una buona capacità di ammortizzare e una postura corretta. Altrimenti il rischio è di trovarsi presto con problemi alle anche o alle ginocchia. Se invece si va con la bicicletta da corsa è fondamentale la misura corretta del telaio e la regolazione delle distanze tra sella, manubrio e pedali. Pochi centimetri in più o in meno possono determinare problemi posturali con ricadute su schiena o ginocchio».

Altro aspetto importante è quello di avere gradualità nell’esercizio e nell’aumentare progressivamente i chilometri che si percorrono. «Qui la ricetta varia da persona a persona. È chiaro che se uno magari smette col calcio e decide di passare alla corsa o alla bici ha una base di partenza diversa da chi è un sedentario e magari anche in sovrappeso. Comunque la regola è di non avere fretta e di ascoltare il proprio corpo”.

La realtà ci racconta poi che per tantissime persone il piacere di correre o pedalare fa ben presto scattare il desiderio di misurarsi con qualcosa di più impegnativo. Dunque, cosa dire ai tanti che, presi dalla passione, decidono di darsi obiettivi agonistici, partecipando a qualcuna delle tante competizioni (sia ciclistiche che podistiche, per non parlare di chi si dedica al triathlon aggiungendo anche il nuoto) che il mercato offre? Anche qui il discorso andrebbe sempre più personalizzato, perché l’agonismo può consistere tanto nel correre per vincere quanto nel correre “solo” per riuscire a finire una gara (e per tipologie, impegno e lunghezze, si può provare di tutto).

E per gli agonisti… «Ricordando che la visita medica agonistica, quindi con una prova da sforzo, è fondamentale e obbligatoria per chi vuole affrontare una dimensione agonistica – prosegue il professor Beltrami –. Chi pensa di fare una maratona a piedi o magari una gran fondo in bici, è utile si affidi a un preparatore e abbia schemi di allenamento precisi, definendo carichi di lavoro graduali. La partecipazione a certe prove, cioè sottoporre il nostro fisico a determinati sforzi, non è cosa che si improvvisa ma richiede una preparazione attenta, fatte nel tempo necessario. Parlando di persone che fanno sport per divertirsi e star bene, l’altro aspetto fondamentale è quello del garantire un adeguato riposo tra un allenamento e l’altro. La regola del più faccio meglio è, non va bene. Anche perché è proprio nel riposo che avvengono gli adattamenti metabolici derivanti dall’allenamento. L’altro consiglio importante che come medici sportivi ci sentiamo di dare è quello di non sottovalutare i piccoli problemi, perché da un piccolo dolore trascurato ne può nascere uno più importante e dove c’è una piccola contrattura ci possiamo trovare con uno strappo». Pillole di buon senso che spesso vengono dimenticate, magari perché si sta avvicinando una gara da tempo sognata. E allora si prova a farcela e magari ci si riesce. Ma poi si deve star fermi per settimane per riparare il danno… 

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