ll 31 dicembre 2019 le autorità cinesi hanno informato l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che nella città di Wuhan, provincia di Hubei, era in corso un focolaio di trasmissione di una polmonite infettiva, causata da un virus di tipo in precedenza sconosciuto.
I coronavirus (CoV) sono una vasta famiglia di virus che causano malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi. Il nuovo Coronavirus (nCoV) è un nuovo ceppo identificato il 9 gennaio 2020 e denominato Covid-19.
I coronavirus sono zoonotici, nel senso che vengono trasmessi tra animali e persone. Come altre malattie respiratorie, l’infezione da nuovo Coronavirus può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.
L’infezione sembra avere un tempo di latenza (tempo che intercorre tra la penetrazione del virus nell’organismo e la manifestazione della malattia) in media tra 3 e 7 giorni e fino a un massimo di 14 giorni.

Dopo la trasmissione iniziale (animale-essere umano) il virus si è diffuso per trasmissione da uomo a uomo. La principale modalità di trasmissione del virus, secondo l’Oms è attraverso il contatto stretto con persone ammalate (sintomatiche), ma la trasmissione può avvenire anche da persone con sintomi molto lievi o asintomatiche.

L’Istituto superiore di Sanità riconferma che in generale, a causa della scarsa sopravvivenza di questi coronavirus sulle superfici, esiste un rischio molto basso di diffusione da prodotti o imballaggi. Si ritiene che i coronavirus siano generalmente diffusi dalle goccioline respiratorie.

Non esiste ancora un vaccino per prevenire questa infezione.  Il modo migliore per prevenire l’infezione è evitare di essere esposti a questo virus. Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata dal nuovo Coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace.

Il 30 gennaio 2020 il Comitato di sicurezza del Regolamento sanitario internazionale dell’Organizzazione mondiale della danità ha dichiarato l’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e sono state fornite globalmente raccomandazioni e misure precauzionali sia dal punto di vista pratico che politico relativamente a: viaggi, commerci, quarantena, screening e trattamento.

In Italia è stata attivata una rete di sorveglianza con controlli e screening sotto il coordinamento di una task force ministeriale che monitora costantemente ed è in continuo contatto con l’Oms e l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control). L’Italia ha dichiarato lo stato d’emergenza per sei mesi e uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro e nominato Commissario straordinario per l’emergenza il Capo della protezione civile Angelo Borrelli. Il 2 febbraio i virologi dell’Istituto nazionale malattie infettive Spallanzani sono riusciti a isolare il virus responsabile dell’infezione permettendo così di sequenziarli e di iniziare a lavorare sula terapia. L’Oms ha riunito l’11 e 12 febbraio un forum di esperti da tutto il mondo per accelerare la ricerca su vaccini e possibili terapie.

In questo quadro ci sono però alcune regole igieniche che è sempre bene seguire, in particolare nei in periodi influenzali : il mantenimento dell‘igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso e lavare le mani), pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie. Per questo è molto importante non frequentare in luoghi affollati, anche all’aperto.
Info utili: www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

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