Coop interviene sul tema dei sacchetti di bioplastica per l’acquisto di frutta e verdura , auspicando la possibilità di poterli mettere a disposizione gratuitamente per i consumatori, da una parte,  e di poter sperimentare l’utilizzo di borse riutilizzabili dall’altra. Ma ecco il testo della nota diffusa da Coop:
“Il parere del Consiglio di Stato di rendere possibile l’utilizzo di sacchetti per l’acquisto di ortofrutta autonomamente reperiti dal consumatore, purché idonei a preservare l’integrità della merce e rispondenti alle caratteristiche di legge, non sarà efficace finché non sarà emanato una disposizione ufficiale da parte degli organi preposti (Ministero della Salute).

La sentenza è di difficile attuazione nella gestione operativa dei punti di vendita, ma soprattutto per l’impossibilità di verificarne l’idoneità rispetto alle leggi vigenti.
Al riguardo, auspichiamo che vengano interpellate le associazioni della distribuzione per evitare che le norme diventino ancora più complicate delle attuali, di difficile applicazione per i consumatori e per gli operatori dei punti di vendita.

Nel merito dei provvedimenti riproponiamo con forza l’esigenza di autorizzare le aziende a fornire gratuitamente sacchetti ultraleggeri compostabili per i consumatori; sarebbe un vantaggio per i consumatori e una semplificazione importante per gli operatori.
Coop inoltre è interessata a favorire l’utilizzo di strumenti diversi dai sacchetti monouso e quindi a sperimentare l’utilizzo di borse riutilizzabili che possono produrre un ulteriore vantaggio per l’ambiente”.

2 Commenti

  1. Non tengono si rompono ma chi li ha fatti forse la spesa non la fa io frutta e verdura oggi come oggi la compro dal fruttivendolo è molto meglio

  2. una legge fatta su possibile influenza della Confcommercio che voleva addebitare ai consumatori sacchetti che costano pochissimo e già spalmati sui costi generali e sono stati regalati x anni ed anni a i clienti senza nessun problema – auspico anch’io che si torni indietro – è una norma che i consumatori giudicano un’estorsione e crea conflitti anche sugli arrotondamenti che prima nessuno valutava ma che oggi con il principio dei centesimi mette i clienti nella condizione di fare le pulci alla GDO e i piccoli negozi

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