Coop torna sul tema dei sacchetti biodegradabili e compostabili, resi obbligatori dal 1° gennaio scorso da una legge approvata alla Camera lo scorso 3 agosto in ottemperanza a una direttiva europea. E lo fa rendendosi disponibile a escogitare a breve “soluzioni e materiali di confezionamento della merce fresca e sfusa che siano effettivamente riutilizzabili, a bassissimo costo per i consumatori e di maggior vantaggio per l’ambiente”.

“Siamo stati contrari – prosegue Coop – a far pagare i nuovi sacchetti e ora siamo impegnati a contenerne il prezzo vendendoli sottocosto. Quello che è necessario è fare chiarezza: le ultime interpretazioni ministeriali sui sacchetti monouso rendono ancora più complicata la gestione dell’intera situazione. Coop presenterà a breve soluzioni effettivamente praticabili di riuso dei materiali di confezionamento dell’ortofrutta a minor costo per i consumatori e più sostenibili per l’ambiente.

“Coop ha sostenuto lo spirito e gli obiettivi della nuova normativa sui sacchetti biodegradabili, per limitare lo spreco a vantaggio dell’ambiente. Fin dall’inizio abbiamo chiesto di non rendere obbligatario il pagamento dei sacchetti da parte dei consumatori, ma la normativa approvata obbliga al pagamento degli stessi. Pertanto abbiamo deciso di contenerne il prezzo vendendoli sottocosto.

Le ultime interpretazioni ministeriali della normativa successive alle polemiche in corso aprono la strada alla possibilità di portare da casa le buste biodegradabili monouso; riteniamo non praticabile la soluzione in quanto di difficile attuazione e antieconomica: gli operatori dovrebbero controllarne ogni volta l’idoneità e i consumatori comunque dovrebbero acquistarle in proprio a prezzi superiori”.

Redazione

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