L’Efsa (cioè l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha nuovamente valutato la sicurezza del mono sodio glutammato fissando la dose massima giornaliera consentita a 30 mg per ogni chilogrammo di peso corporeo. Dunque un valore ben più  basso rispetto a quello fino ad oggi consentito di 10 g per chilogrammo di alimento (e che secondo Efsa porterebbe ad una sovraesposizione). La soglia di 30 mg/kg di peso corporeo, secondo Efsa, potrebbe essere superata in determinate fasce di popolazione. Per tal motivo l’Efsa suggerisce di rivedere al ribasso gli attuali limiti consentiti di aggiunta di glutammato come additivo negli alimenti.

L’acido glutammico è un aminoacido, unità costitutiva delle proteine, prodotto naturalmente nell’organismo umano e presente in forma libera (non legata) in alcuni alimenti come ad esempio i pomodori, la salsa di soia e alcuni formaggi.

L’acidoglutammico e i suoi sali, comunemente indicati come glutammati, sono additivi alimentari autorizzati nell’Unione europea (Ue). Vengono aggiunti come “insaporitori” ad una vasta gamma di alimenti per migliorarne il gusto conferendo un sapore “salato” o “di carne”.  Esempi di prodotti in cui viene utilizzato questo tipo di additivo sono gli insaporitori (tra cui i dadi), i salumi, condimenti, ecc ecc.

Negli anni sono state condotte varie ricerche su eventuali problematiche di neurotossicità del glutammato. In relazione ai rischi potenziali Efsa ha preso in considerazione gli studi disponibili sulla tossicità neurologica  correlata all’esposizione ai glutammati; e in base a ciò ha stabilito che non si osservano effetti avversi sull’organismo fino alla citata soglia dei 30 mg/kg di peso corporeo, dose giornaliera massima tollerabile.

Attualmente nella normativa in vigore nella Comunità Europea non esiste uno specifico livello numerico di sicurezza (Adi) per l’assunzione di acido glutammico e glutammati utilizzati come additivi alimentari.

Nell’Unione Europea l’aggiunta di glutammati (che esistono in 6 tipologie) è generalmente consentita fino a un livello massimo di 10 g per kg di alimento (singolarmente o in combinazione – espressi come acido glutammico totale).

Nei sostituti del sale, negli insaporitori e nei condimenti non esiste un quantitativo numerico massimo consentito per i glutammati, che devono essere utilizzati conformemente alle buone pratiche di fabbricazione. Resta il fatto che Efsa suggerisce di rivedere al ribasso i livelli di acido glutammico e glutammati aggiunti agli alimenti, in particolare nei prodotti di pasticceria fine, zuppe e brodi, salse, carne e prodotti a base di carne, condimenti e insaporitori, e negli integratori alimentari.

Coop, che già dai primi anni 2000 aveva deciso in virtù del principio di precauzione,  di eliminare il glutammato, ove possibile, dai suoi prodotti (citiamo tutti i dadi e gli insaporitori nonché i salumi Fior fiore) e comunque in caso di presenza di garantirne un valore al di sotto dell’1%, oggi a fronte della nuova raccomandazione dell’Efsa di rivedere i livelli massimi consentiti di glutammato come additivo alimentare Coop ha deciso di  eliminare completamente il glutammato da tutti i suoi prodotti a marchio Coop.

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