Ci sono tante luci nelle strategie dell’Ue e obiettivi ambiziosi. Ora bisogna capire come tradurli nella realtà e valutare bene tutti gli aspetti, anche quelli che potrebbero emergere da letture più approfondite». È la premessa che fa Renata Pascarelli, direttore qualità di Coop Italia, che poi entra nel merito di documenti ricchi e complessi, da studiare nel tempo. «”Farm to fork” getta le basi per portare avanti l’agricoltura sostenibile», spiega. «Ci sono una serie di caposaldi che, come Coop, stiamo perseguendo già da tempo, sia per dare garanzie maggiori ai consumatori, sia perché si interfacciano con aspetti ambientali, climatici e di sicurezza alimentare. Come Coop ci muoviamo lungo queste stesse direttrici che sono per noi molto importanti, il che ci dà un’ulteriore spinta a proseguire».

In agricoltura il taglio del 50% dei pesticidi di sintesi e la riduzione del 20% dei fertilizzanti (fosforo e azoto) è un obiettivo molto ambizioso e significa promuovere quell’agricoltura di precisione che Coop ha “sposato” lo scorso anno, varando un suo protocollo d’intesa. «Quel programma triennale sta andando avanti – assicura Pascarelli – nonostante i rallentamenti dovuti alla pandemia. Tutta l’ortofrutta Coop (35 filiere) proverrà da coltivazioni senza glifosato e con un minor uso della chimica».

Il progetto Ue chiede, per poterlo realizzare, che tutte le zone agricole d’Europa siano coperte da Internet entro cinque anni. «Un grande obiettivo e in tempi molto brevi, per raggiungere quel tasso d’innovazione che è fondamentale per la riduzione di pesticidi, fertilizzanti e dell’uso di acqua». “Farm fo fork” significa inoltre incentivare la lotta integrata e biologica, un punto su cui Coop può esibire risultati notevoli concentrati nei prodotti a marchio, garantiti oltre il 70% oltre i limiti di legge sui pesticidi.

Un altro pezzo importante su cui Coop può già oggi dire la sua riguarda gli antibiotici e il benessere animale. Il taglio previsto negli allevamenti di terra e in acquacoltura è del 50% da qui al 2030. «Ma su tutta una serie di filiere come Coop siamo già al 100%. La campagna ‘Alleviamo la salute’, per contrastare l’antibiotico resistenza, solo nel 2019 ha coinvolto 2.000 allevamenti e quasi 30 milioni di animali. E anche in acquacoltura stiamo facendo un grosso lavoro garantendo il non uso di antibiotici negli ultimi sei mesi di vita di animali longevi come i pesci. Il benessere animale è un altro nostro storico cavallo di battaglia».

Sfogliando il documento, molti capitoli incrociano la politica di Coop degli ultimi anni. Ad esempio là dove si parla di piani di approvvigionamento alimentare in tempi di crisi e di garantire la quantità e la qualità dei cibi. nonché metterli al riparo da frodi e pratiche commerciali sleali, tra cui il caporalato. «Sono previsti deterrenti efficaci – sottolinea Pascarelli – su questi punti su cui, lo ricordo, Coop ha in piedi campagne importanti come ‘Buoni e giusti’, che ha riacceso i riflettori sul tema della legalità inizialmente su 13 filiere a rischio di ortofrutta per poi coinvolgere le altre filiere. Dalla partenza della campagna nel 2016 sono stati effettuati oltre 850 audit di fornitori e solo per il pomodoro (fresco e da trasformazione) 350 negli ultimi sei anni. Così come vorrei citare tutta l’attività di lotta allo spreco portata avanti dalle singole cooperative in magazzino e in punto vendita, con donazioni capillari alle associazioni sui territori, e tutto quello che facciamo sul versante nutrizionale e di educazione al consumo consapevole nelle scuole e per la lotta all’obesità, con progetti come ViviSmart».

La strategia tratta anche dei “nuovi Ogm“. Si parla di “biotecnologie sostenibili”, distinguendo tra gli organismi che hanno subito modifiche all’interno del proprio genoma, e Ogm tradizionali che contengono genomi di altri organismi. Una differenziazione che potrebbe cambiare la regolamentazione degli Ogm in atto in molti paesi, compresa l’Italia.

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