Scaffale_Vivi_verde.jpgSe in materia di clima e surriscaldamento dell’atmosfera, i problemi sono quelli drammatici di cui parliamo in queste pagine e di cui si dovrà occupare l’ormai imminente conferenza di Parigi, è chiaro che affidarsi al solo ruolo dei governi nazionali non basta. Tutti sono chiamati a mobilitarsi e fare qualcosa per sostenere una battaglia che riguarda i destini del pianeta e di chi ci abita. Un discorso che chiama in causa i comportamenti individuali, le cose che ogni giorno facciamo nella nostra vita quotidiana, ma che ovviamente riguarda anche una realtà come Coop che da anni si è posta il problema di agire per contribuire positivamente a difendere il pianeta e diffondere comportamenti e pratiche nel segno della sostenibilità (un tema di cui parliamo anche a pagina 4 nella rubrica delle lettere).

È per questo che, già nel 2006 è attivo il progetto Coop for Kyoto, che mirava a costruire partnership con le industrie fornitrici coinvolte nella realizzazione del prodotto a marchio, con l’obiettivo di incentivare e premiare iniziative per la riduzione delle emissioni di gas serra.

“Nel corso degli anni questa iniziativa ha coinvolto in modo volontario centinaia di aziende e fornitori, che si sono impegnati nel portare avanti progetti di grande valenza ambientale sulla base di linee guida che come Coop avevamo formulato – spiega Maurizio Zucchi, direttore qualità di Coop Italia -. I risultati sono stati straordinari, consentendo a noi come Coop di offrire prodotti a marchio il cui contenuto di rispetto per l’ambiente fosse sempre più alto, ma facendo sì che anche le aziende che hanno partecipato potessero migliorarsi e ottenere risparmi nella gestione dei loro stabilimenti. Col 2015, proprio perché, nonostante il nostro impegno, siamo consapevoli del quadro complessivo dei problemi che sono da affrontare a livello mondiale, abbiamo deciso di fare un altro passo avanti e di allargare la prospettiva del nostro progetto, per cui Coop for Kyoto, è diventato Coop Oltre Kyoto! Questo significa che le aziende che hanno aderito, non sono state chiamate a misurarsi solo rispetto alla riduzione dei consumi di CO², ma anche su altre tematiche relative alla sostenibilità ambientale quali lo spreco di risorse, l’acqua e le certificazioni ambientali. Dunque nonostante fosse richiesto un impegno sempre maggiore, il successo dell’iniziativa è stato pieno, come conferma il fatto che i fornitori che hanno partecipato, inviandoci dati e documentando i loro sforzi, sono stati ben 302 con 352 stabilimenti coinvolti”.

Alle base di tutto un questionario le cui risposte sono elaborate e tradotte in un indicatore di sostenibilità quantitativo che ha consentito di stilare delle graduatorie di valutazione relativamente alle politiche di sostenibilità per il triennio 2012-2014.

I punteggi sono stati stabiliti da Coop Italia in modo da premiare gli aspetti ritenuti più importanti ed innovativi relativamente alla attività di lotta allo spreco di acqua, imballaggi, nonché di materie prime e prodotti, presenza di filiere controllate, progetti ambientali, miglioramenti impiantistici e della gestione aziendale in grado di migliorare l’efficienza energetica, certificazioni che evidenziano situazioni virtuose sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, sistemi di approvvigionamento delle materie prime con criteri ambientalmente sostenibili.

Tra i 302 fornitori coinvolti sono stati individuati i 5 che si sono maggiormente distinti all’interno del loro settore di appartenenza e che sono stati premiati a Milano all’interno di Expo.

Nel settore carni il fornitore più virtuoso è risultato Amadori (pollame e carni insaccate), in quello ortofrutta Apofruit (una cooperativa che produce ortofrutta e verdura), in quello della chimica Delicarta (produce carta igienica e per tovaglioli), nel grocery Feger (produce conserve di pomodoro e scatolame) e nel settore freschi è Orogel (produce verdure fresche e surgelate).

Relativamente alla sola tematica dello spreco, hanno ricevuto una menzione anche altre 7 aziende che hanno mostrato particolare sensibilità ad alcuni aspetti come: nuovi impianti in grado di risparmiare acqua, ridurre gli scarti di prodotto e di imballaggi, la destinazione degli scarti non più consumabili a livello umano alla produzione di biogas, energia elettrica o alimentazione animale, l’individuazione di una nuova vita per i prodotti di seconda scelta (tramite spacci aziendali, ecc…).

Queste aziende sono Ars Food (produce latticini freschi e yogurt), C&D Food Italia (produce pet food), Grandi salumifici Italiani (produttore di salumi), La Linea verde (produce prodotti vegetali confezionati pronti per il consumo), Olitalia (produttore di oli), Recla (produttore di salumi) e Roncadin (produce pizze surgelate).  

novembre 2015

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