Ll Covid ha accentuato la propensione degli italiani per la sostenibilità. Oltre il 50% delle famiglie (ricerca Gsk) si aspetta infatti che le aziende predispongano confezioni di materiale riciclabile al 100% o in plastica biodegradabile o in materiali alternativi, pur senza rinunciare agli imballaggi.

Lo conferma Chiara Faenza, responsabile sostenibilità e innovazione valori di Coop Italia, che spiega: «Il prodotto confezionato ha recuperato molto del suo appeal, in questi difficili tempi di pandemia, per ovvi motivi di sicurezza e protezione del cibo, sebbene permanga la forte attenzione alla sostenibilità, come confermato da quanto emerge nel rapporto Coop 2020».

Nell’estate appena trascorsa abbiamo assistito, così, a una vera e propria rivincita del food confezionato, che cresce rispetto all’intero comparto alimentare se paragonato a un anno fa: +2,3% contro +0,5% nel periodo tra giugno e metà agosto. Il packaging protettivo e avvolgente sembra, dunque, fare la differenza in tutti i comparti, non solo l’ortofrutta, ma persino i salumi e latticini. A evidenziarlo è il rapporto Coop sui consumi 2020 dai cui dati nasce un interrogativo di non poco conto: come coniugare al meglio la sicurezza alimentare con il tema della sostenibilità?

«C’è molto fermento su questo fronte – risponde Chiara Faenza – a cominciare dal lavoro che stiamo portando avanti nel comparto carni, dove tutte le vaschette  di pollo biologico a marchio Coop hanno un contenuto di riciclata, come quelle dell’ortofrutta, e a breve estenderemo il requisito anche ad altre referenze». Va ricordato che siamo in piena “Plastic strategy”, dopo il lancio nel 2018 della Pledging campaign da parte dell’Ue, che persegue per la plastica obiettivi di riduzione chiedendo ai paesi membri che sia sempre più riciclabile e che i manufatti contengano una percentuale di riciclata sempre maggiore.

«Noi come Coop abbiamo deciso di aderire alla campagna – dice Renata Pascarelli, direttore qualità di Coop Italia –, unica catena della grande distribuzione italiana, con una serie di obiettivi quantitativi riassumibili in almeno 6.400 tonnellate all’anno di plastica riciclata al posto della vergine. Ma soprattutto abbiamo deciso di anticipare i tempi su microplastiche e imballaggi: nessuno dei prodotti della linea ViviVerde, che conta oltre 800 referenze (nella foto), ha oggi un pack che va nell’indifferenziata. C’è inoltre una legge italiana che impone che le microplastiche non siano presenti nei prodotti cosmetici e Coop ha anticipato la normativa in tal senso». Da un’altra ricerca (Scuola Superiore Sant’Anna) si ricava che un italiano su due cerca informazioni sul riciclo dell’imballaggio già in fase d’acquisto. Le recenti normative hanno reso obbligatoria l’etichettatura ambientale di tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia, con l’indicazione della filiera di raccolta e i codici specifici dei materiali. Criteri, questi, che Coop applica nei propri prodotti a marchio da quasi 15 anni, per favorire una corretta raccolta e smaltimento del packaging.

Accanto all’etichettatura informativa ambientale e alle quote in crescita di materiali riciclati o riciclabili (vedi box sotto), Coop aiuta la raccolta della plastica che galleggia in mare e nelle acque di fiumi e laghi, con i bidoni mangiaplastica (“seabin”) che – secondo il piano messo a punto con Lifegate –, nell’estate 2021 saranno 25 in Italia. Finora ne sono stati installati 8, in grado di filtrare 25mila litri di acqua all’ora.

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