Una leadership riconfermata e un insieme di imprese cooperative che viaggia a diverse velocità. E’ in sintesi il 2017 delle cooperative di consumatori a marchio Coop. Un anno di investimenti importanti (427 milioni di euro in linea con gli impegni degli anni passati), in cui Coop, forte della sua quota di mercato pari al 14,2%, ha sviluppato un giro d’affari di 13,4 miliardi nel retail Gdo (+2,6%) e di 14,8 miliardi (+2,5%) tra attività retail e diversificazioni. Patrimonio netto di 6,8 miliardi di euro, prestito sociale attestato sui 9 miliardi.

Il prodotto a marchio, espressione dei valori Coop, ha completato il suo percorso di rivisitazione e nell’anno in cui festeggia i 70 anni di vita contempla un insieme di 4.500 referenze, un fatturato di 2,7 miliardi di euro per un’incidenza a valore del 28% nei supermercati e del 21% negli iper. A quantità il prodotto a marchio Coop rappresenta quasi un terzo delle vendite alimentari.
Tra le caratteristiche esclusive del prodotto Coop figura al primo posto l’attenzione alla qualità e sicurezza; sono stati 3,2 milioni i controlli in campo e in laboratorio nel corso dell’anno.

La tutela della buona occupazione e la missione cooperativa di generare controvalore a vantaggio della base sociale rimangono i cardini su cui le cooperative hanno innestato le loro performance economiche. Ad oggi Coop può ben dirsi uno dei più grandi datori di lavoro dell’economia nazionale e nel 2017 può vantare 59.902 dipendenti diretti (+ 1,2 % sul 2016). E si tratta di buona occupazione con un 94,2% di contratti a tempo indeterminato e un impegno sulla formazione che interessa oltre 40.000 dipendenti, con 16,5 milioni di euro di risorse investite. Se ai dipendenti diretti si aggiungono i lavoratori dell’indotto e delle attività indirette, si raggiungono 259.900 occupati, l’1% dell’occupazione del Paese. In oltre un quarto delle famiglie italiane è presente un socio Coop (6,8 milioni di cui 237.000 nuovi soci), a loro Coop restituisce sotto forma di risparmio complessivo più di 1 milione di euro e le cooperative di consumatori rappresentano una forma di democrazia partecipata unica nel suo genere e quantitativamente significativa: 90.000 soci partecipano alle assemblee, 4.265 sono i soci eletti, 1,2 milioni i soci prestatori. Il controvalore generato da Coop in attività sociali è stato pari nel 2017 a 56,7 milioni di euro.

I primi 6 mesi del 2018 restituiscono un mercato del largo consumo in arretramento e ancora molto difficile nelle regioni meridionali e nel comparto degli ipermercati, incerte sono le prospettive anche per la seconda parte dell’anno. Coop, dopo un primo semestre in leggera contrazione, prevede volumi 2018 allineati a quelli del 2017. Le attività programmate nel secondo semestre proseguono negli impegni sui progetti ambientali e per la salute con lo sviluppo dei propri Prodotti Coop. A dispetto delle difficoltà del business si intensifica lo sforzo di investimento che nel triennio 2018-2020 supererà 1,3 miliardi di nuove immobilizzazioni.

“Abbiamo iniziato ad affrontare questioni che ritardano la nostra crescita  e su cui abbiamo preso decisioni rilevanti –spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italia -. In primo luogo confermiamo la nostra presenza al Sud, con interventi di razionalizzazione, ma anche con l’estensione della formula cooperativa in un territorio come la Sicilia o con l’avvio di importanti partnership in franchising in alcune regioni. Le nostre cooperative stanno inoltre affrontando il problema di un formato come quello degli Ipermercati che mostra innegabili difficoltà in tutto il mondo; le soluzioni sono differenziate e riguardano in alcuni casi la ristrutturazione e il ridimensionamento delle strutture oppure in altri casi l’innovazione del modello di offerta a parità di dimensioni. Abbiamo inoltre aperto cantieri importanti che incrociano le diverse sensibilità dei soci e consumatori: l’innovazione negli assortimenti, l’e-commerce Food e Non Food, i servizi nel campo energetico. Stiamo praticando un ulteriore salto di qualità nell’offerta dei nostri Prodotti Coop, sia a livello di spinta commerciale che nell’evoluzione delle linee e della gamma di assortimento: nel 2018 saranno 200 i nuovi prodotti a marchio che arriveranno a scaffale, altrettanti sono stati quelli nuovi nel 2017”.

“Stiamo vivendo una fase di cambiamento che genera una situazione a più velocità nelle diverse parti d’Italia dove siamo presenti, ma continuiamo a marcare le differenze del nostro modello di impresa rispetto ai competitor. Marcare le differenze significa non abbassare la guardia sui primati di qualità e di trasparenza, sulla ricerca della convenienza rispettando però il principio del giusto prezzo per il consumatore ma anche per il produttore. Questo per noi vuole dire essere leader –sottolinea Stefano Bassi, Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori)- Alcune cooperative hanno superato brillantemente gli anni della crisi e generano utili importanti a partire dalla gestione caratteristica, altre stanno attuando strategie per raggiungere lo stesso obiettivo. Affronteremo eventuali necessarie ristrutturazioni in un dialogo aperto con lo scopo di salvaguardare i posti di lavoro.

Legalità nelle filiere, attenzione alla salute e all’ambiente assieme alle politiche di convenienza e di rafforzamento patrimoniale sono gli obiettivi che confermiamo anche nel 2018. Chiediamo al Governo di confermare la sterilizzazione dell’Iva e condividiamo quanto già proposto dal vice presidente Luigi Di Maio per una nuova regolamentazione delle aperture domenicali e festive nell’interesse dei consumatori e dei lavoratori”.

 

Redazione

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