Nel nostro paese siamo davanti a un quadro di grande cambiamento, che riguarda non solo politica ed economia, ma anche i comportamenti sociali delle persone e delle famiglie». A parlare è Marco Pedroni, presidente di Coop Italia, che parte da qui nel commentare i dati del Rapporto Coop 2019, una mole di cifre e analisi (di cui parliamo più ampiamento nelle pagine successive) che fotografano la società italiana di oggi. «Dopo i lunghi anni della crisi – continua Pedroni – il quadro presenta luci e ombre. Le ombre sono importanti, sono le paure, le divisioni, in alcuni casi l’intolleranza, ma ci sono anche aspetti positivi come una sensibilità che cresce verso l’ambiente, specie tra i giovani, un’attenzione a ciò che si consuma, una voglia di costruire un’identità positiva, non contro altri, ma insieme agli altri. Come Coop ci sentiamo in piena sintonia con questi elementi e siamo al lavoro per dare una svolta alle nostre politiche. Vogliamo imprimere una forte innovazione, per essere capaci di proporre una spesa sostenibile a 360 gradi; ciò significa non solo pensare all’ambiente, ma anche ai diritti, al modello di sviluppo agricolo, alla qualità e salubrità dei prodotti».

Leader è chi è capace di innovare I tanti progetti di Coop messi in campo in questi ultimi mesi (da quello per una drastica riduzione dell’uso della plastica a quello per ridurre o eliminare l’uso degli antibiotici negli allevamenti animali, fino al superamento ove possibile dell’uso dei  pesticidi),  dicono di una strada precisa imboccata da tempo su cui si vuol procedere con ancora maggiore convinzione e intensità. Per questo è più che mai confermata la centralità del prodotto a marchio Coop che continua a crescere nelle vendite (siamo intorno ai 3 miliardi di euro) e che è la sintesi dei contenuti che Coop vuole portare avanti.

Un’ulteriore tappa sarà la nuova campagna di comunicazione (anche di questa parliamo più diffusamente nelle pagine successive), partita in questi giorni, che mette al centro con un linguaggio innovativo i valori espressi dai progetti di sostenibilità e convenienza di Coop.

A oggi Coop è la prima catena italiana, con un 14% di quote di mercato e un fatturato complessivo intorno ai 13 miliardi e 400 milioni di euro, anche se l’annunciata acquisizione da parte di Conad della catena Auchan (ancora al vaglio dell’antitrust e comunque con un percorso che durerà diversi mesi) potrebbe portare a mutamenti nella graduatoria. 

«La competizione tra le catene della distribuzione non ci spaventa. Ma siamo convinti che la competizione oggi – spiega ancora Pedroni – non sia solo nei numeri di fatturato o di metri quadrati, ma sempre più nella capacità di garantire un’offerta di qualità, nell’ingaggiare le persone a fare la scelta giusta con uno sguardo rivolto al futuro. Per essere leader bisogna avere continua capacità di innovare e su questo ci sentiamo di avere le carte più che mai in regola».

Economia e famiglie in affanno Tra le altre cose, il Rapporto Coop 2019 consegna alla cronaca anche dati certo non entusiasmanti sull’andamento dell’economia, facendo emergere come, per la prima volta dal 2013, nel 2018 i consumi delle famiglie siano calati in termini reali dello 0,9%. Del resto ben il 76% di chi appartiene alle classi più povere e il 52% di chi appartiene alla classe media dichiara di avere difficoltà a pagare i conti a fine mese. Così siamo il paese che in Europa mette al primo posto tra le preoccupazioni la disoccupazione (44%) e la situazione economica (32%).

Ora c’è la novità del nuovo governo che dovrà predisporre una manovra economica difficile, in un quadro problematico. A questo proposito, il presidente di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) Luca Bernareggi ha sottolineato come Coop sia «un mondo cooperativo fatto di esperienze imprenditoriali diverse,  ma anche un’associazione di consumatori che ha a cuore la tenuta del sistema paese. Per questo guardiamo con attenzione alle intenzioni espresse dal nuovo governo e alle sue azioni conseguenti».

Il governo aiuti le famiglie «Rinnoviamo l’appello – prosegue Bernareggi – a evitare il ricorso alle clausole di salvaguardia; l’Iva è una tassa ingiusta. Un suo aumento, con l’attuale calo dei consumi alimentari a fronte di una dinamica di prezzi statica, provocherebbe ulteriori contraccolpi negativi. Riteniamo urgente inoltre attuare una nuova politica sul lavoro che affianchi al reddito di cittadinanza la riduzione del cuneo fiscale. A questo proposito c’è un dato nel Rapporto in cui si cita la misura del reddito di cittadinanza come una delle molle che spinge le vendite della grande distribuzione soprattutto al Sud ed è un dato che leggiamo con particolare favore. A luglio tutte le cooperative hanno iniziato ad applicare uno sconto ulteriore del 5% per chi si presenta alle casse con la card del reddito; lo abbiamo fatto volontariamente. Abbiamo investito, e siamo l’unica insegna della grande distribuzione a farlo: lo riteniamo un modo coerente e reale di agire come cooperative. Seguendo questa linea ci attendiamo il varo di una nuova stagione politica che affronti nel vivo i problemi in corso, non perdendo di vista la parte più debole della popolazione».

Bernareggi ha anche auspicato che, «pensando ai 4 milioni e mezzo di persone, soprattutto giovani, oggi esclusi dalle tutele contrattuali, si possa arrivare a varare un provvedimento che garantisca il salario minimo, un provvedimento per cui deve aver paura solo chi oggi non rispetta le regole».

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