Spreco.jpgUno dei paradossi del mondo attuale è quello del rischio di ritrovarsi, in un futuro non poi così lontano, con scarsità di cibo in rapporto con quanto cibo viene sprecato ad oggi in Italia ma ancor più nel mondo. Nel nostro paese infatti, ci sono oltre 4 milioni di poveri assoluti non in grado di assicurarsi quello che è considerato uno standard minimo di vita accettabile. Inoltre ogni anno finiscono tra i rifiuti 10 milioni di tonnellate di prodotti alimentari che quantificati economicamente corrispondono ad un valore di circa 37 miliardi di euro (450 euro/anno per famiglia). A livello mondiale invece, ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo vengono sprecate o si perdono nella filiera alimentare ed un miliardo di persone al mondo non ha accesso a sufficienti risorse alimentari.

Drammi noti ed enormi. Per questo Coop da anni è attenta a questa tematica ed ha attivato una serie di progetti e azioni concrete volte alla riduzione di questo problema. Prima fra tutti ricordiamo la donazione di prodotti invenduti attraverso diverse azioni di solidarietà: il progetto, che a seconda delle cooperative ha denominazioni diverse (“Buon fine“, “Brutti ma buoni“, “Spreco utile“), è operativo in 75 province italiane e coinvolge 650 punti di vendita, per un importo complessivo delle merci donate pari a circa 22 milioni di euro (quasi esclusivamente prodotti alimentari, il 70% costituito da prodotti freschi e freschissimi). Nel 2014 sono state donate 4.270 tonnellate di merce a 911 organizzazioni no profit offrendo circa 5.400.000 pasti a persone in difficoltà.

Questo progetto è stato esteso anche al supermercato del futuro in Expo donando così al Refettorio Amborsiano della Caritas Ambrosiana, 18.400 kg di merce. Sul tema della lotta allo spreco ci sono state poi altre esperienze di innovazione sociale quale il progetto di Coop Lombardia sulla raccolta degli oli esausti. Presso i punti vendita sono stati inseriti appositi contenitori per la raccolta dell’olio vegetale domestico usato che viene poi raccolto da un’azienda specializzata in quanto è un rifiuto quasi totalmente riutilizzabile come biodiesel o per produzioni industriali come additivo per colle, vernici, asfalto… L’olio recuperato e riutilizzato genera poi risorse economiche che sono destinate ad un progetto di Libera Terra per il recupero di un uliveto sottratto alla mafia.

Sono inoltre ormai diventate una routine nei punti vendita le offerte a prezzi molto convenienti (con sconti fino al 50%) della merce lievemente danneggiata o vicina alla data di scadenza con veri e propri spazi dedicati.

Per Coop il coinvolgimento degli stessi soci nelle campagne aventi come tema il consumo consapevole e la sostenibilità è fondamentale: negli statuti delle cooperative è esplicitato l’impegno a informare, formare ed educare i consumatori soprattutto giovani. “Conosco, mi informo, scelgo, modifico lo stile dei miei consumi” è il percorso lungo il quale Coop accompagna i giovani cittadini nella comprensione del mondo in cui viviamo.

In Expo è stata riprodotta un’aula didattica del futuro da cui sono passati circa 11.000 ragazzi che hanno partecipato a laboratori sui temi della sostenibilità. Inoltre Coop ha realizzato fin dagli anni ’80 numerose campagne tra cui in tempi recenti ricordiamo il progetto “Cortili ecologici”,  promosso da Ancc che ha coinvolto 5.400 persone, 15 condomini/comunità e 715 adesioni ai social network in un programma triennale (2012-2014) volto a ridurre i consumi di energia e acqua e la produzione di rifiuti nelle abitazioni e in forma collaborativa

Per contrastare pienamente il fenomeno è però fondamentale la collaborazione con le istituzioni ed è per tale motivo che Coop sta inoltre collaborando per la costruzione di una normativa che coinvolga l’intera filiera produttiva nella limitazione degli sprechi e che favorisca le donazioni o cessioni gratuite alle fasce di popolazione più disagiate e bisognose (proposta di legge Gadda Fiorio). L’ultima attività in termini temporali è il coinvolgimento dei fornitori a marchio Coop nel progetto “Coop oltre Kyoto”, volto a premiare le azioni virtuose adottate in tema di sostenibilità. C’era anche un focus specifico sul tema della riduzione degli sprechi (acqua, prodotto, pack, ecc.) che ha visto 7 aziende ricevere una menzione per le attività svolte.

 

2 Commenti

  1. Bravi, buona iniziativa. Si estende anche al pane? Qui in Finlandia,tutte le catene di supermercati (sono tre: S-group, Kesko, Lidl) vendono col 30 % di sconto alla cassa il pane confezionato prossimo alla scadenza. Hanno il vantaggio di una tradizione di pane scuro “a lunga conservazione” (cercate “ruisleipä Fazer” per la principale azienda), che si presta anche alla produzione industriale confezionata ed è largamente disponibile a prezzi abbordabili (anche sotto 1,5 €/kg negli ipermercati). Però forse qualcosa del genere è possibile anche in Italia.

    • RISPONDE LA REDAZIONE
      Inserito da Redazione il 5 gennaio, 2018 at 9:54 am — Rispondi

      Ciao Federico, certamente, le iniziative contro lo spreco si estendono anche al pane.

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