Anche il mondo del commercio equo e solidale è stato messo a dura prova da quanto è avvenuto nel 2020. La pandemia, e le limitazioni che ne sono derivate, ha colpito tante filiere agricole globali con blocchi agli spostamenti, interruzioni dei voli aerei, riduzioni degli ordini, chiusure nei vari paesi e nuovi costi che hanno messo in ginocchio aziende di tutto il mondo.

Anche le organizzazioni del circuito Fairtrade del commercio equo in Asia, Africa e America Latina ne hanno sofferto. Tra i più colpiti i vivai che coltivano fiori, soprattutto in Kenya ed Etiopia, che lavorano con il mercato europeo: proprio dal Kenya infatti arrivano le rose Solidal certificate Fairtrade che si possono acquistare nei supermercati Coop. La chiusura delle fiorerie e il divieto di organizzare cerimonie come matrimoni o funerali, nonché il blocco dei voli internazionali, hanno fatto crollare le vendite.

Ma l’impatto del Covid-19 si è visto ugualmente sui coltivatori di cacao, con il prezzo pagato alle organizzazioni produttrici che almeno nei primi mesi della pandemia è sceso del 25%, o sui coltivatori di tè dell’India nordorientale, con la cancellazione di ordini e contratti di spedizione e importanti ritardi nelle consegne in tutto il mondo.

Fin dai primi mesi dallo scoppio dell’emergenza, il network Fairtrade ha supportato queste comunità partendo da una delle risorse più importanti garantite dal sistema di certificazione: il Premio Fairtrade. Questo denaro riconosciuto alle organizzazioni di produttori è un extra, aggiuntivo rispetto al Prezzo Minimo Fairtrade, che può servire per costruire strade, centri sociali, ambulatori, scuole; oppure viene investito per rendere più produttive le aziende agricole e migliorare la qualità del prodotto, a seconda di come le organizzazioni stesse reputano prioritario. Da marzo può essere utilizzato anche per acquistare tutti i dispositivi sanitari e di sicurezza che servono per lavorare: mascherine, igienizzanti, protezioni di vario tipo. Serve anche per comprare e distribuire cibo e mascherine nelle comunità, in modo da proteggere le famiglie.

Del resto il Premio – somma di denaro che i soci agricoltori e i lavoratori decidono in maniera autonoma e democratica come usare – era naturale che in una situazione simile di emergenza fosse la prima risorsa a cui attingere. Ma non è stata la sola misura presa: le organizzazioni Fairtrade dei Paesi consumatori sono riuscite a mettere in piedi un fondo per l’emergenza e uno per la ripartenza a cui hanno contribuito anche enti privati. Si è partiti con uno stanziamento di 3.1 milioni di euro a maggio, a cui si sono aggiunti 15 milioni di euro a novembre 2020 grazie a un finanziamento straordinario di diverse agenzie internazionali. Questi fondi serviranno, ad esempio, per la prevenzione alla diffusione del Covid-19, per la sicurezza alimentare, per la tutela dei diritti umani lungo le filiere, per il miglioramento delle tecnologie digitali e per la diversificazione delle colture.

Continuare ad acquistare i prodotti con il marchio Fairtrade nella linea Solidal è un modo per sostenere le organizzazioni nell’emergenza, aumentare le vendite a condizioni Fairtrade e contribuire a un reddito più dignitoso.Sul blog di Fairtrade  (www.fairtrade.it/blog/covid-19) si possono trovare tutti gli aggiornamenti sulla pandemia e su come stanno reagendo  le organizzazioni dei produttori.

Nella foto una fase di lavorazione nella Cooperativa peruviana Acopagro che è uno dei fornitori di cacao utilizzato per i prodotti Coop

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