Il primo capitolo, avviato a maggio del 2017, è stato quello che ha consentito, su base annua, di riuscire ad allevare e poi offrire ai consumatori 140 milioni di uova da galline allevate senza uso di antibiotici e 26 milioni di avicoli non trattati con antibiotici. E qui parliamo di un risultato già conseguito e visibile da mesi a tutti quanti vanno a far la spesa. Poi si è aperto il secondo capitolo che riguarda 130 mila bovini adulti (nello specifico vitellone e scottona) e circa 300 mila suini per i quali l’uso di antibiotici è stato in generale ridotto e poi eliminato negli ultimi 4 mesi di vita. E anche questo è ora un risultato acquisito, applicato a filiere più complesse di quelle avicole e nelle quali si ha a che fare con animali più longevi.

Ora si aggiungerà un terzo capitolo che, nel corso del 2018, coinvolgerà altre importanti filiere, prodotti (e derivati) che arriveranno a provenire da animali allevati senza uso di antibiotici.

Dunque la campagna Coop “Alleviamo la salute”, per riuscire a offrire ai consumatori prodotti a marchio che rispondano a questi requisiti, prosegue con passo costante e rispettando in pieno gli obiettivi che Coop stessa si era data e che le cifre che vi abbiamo proposto raccontano solo in parte.

Questo perché contribuire a combattere un’emergenza sanitaria come l’antibiotico-resistenza (vedi la scheda su questo tema), vuol dire modificare radicalmente le modalità con cui intere filiere produttive sono state abituate a lavorare nel corso degli ultimi decenni e in particolare gli allevamenti dove l’uso di questi medicinali risultava essere spesso eccessivo e non sempre giustificato.

“La nostra campagna – spiega Renata Pascarelli, direttore qualità di Coop Italia – è partita dal riconoscere un problema, quale quello dell’antibiotico-resistenza, indicato come estremamente rilevante dalle autorità sanitarie mondiali come da quelle italiane ed europee. Un problema che riguarda la salute di tutti noi e che dipende anche da come trattiamo a facciamo crescere gli animali, dalla cura che abbiamo per il loro benessere. Per questo eliminare o comunque ridurre il più possibile l’uso degli antibiotici vuol dire cambiare in modo graduale ma definitivo il modo con cui sono organizzati gli allevamenti, perché la chiave è riuscire a prevenire i problemi. Per ridurre il rischio di contrarre malattie le condizioni in cui gli animali vivono devono essere adeguate. Basti pensare che la nostra campagna riguarda su base annua più di 26 milioni di animali e oltre 1.600 allevamenti. Dunque è chiaro che i risultati che stiamo conseguendo si basano sul coinvolgimento e la collaborazione dei nostri fornitori, che ringraziamo per la passione e l’impegno”. Basti pensare che solo la seconda fase della campagna, quella che ha riguardato bovini adulti e suini, ha coinvolto quasi 1.000 allevamenti.

Analizzando più in dettaglio la prima fase della campagna, quella riguardante la filiera avicola a marchio Coop, questa ha voluto dire proporre 35 referenze della linea Origine con etichetta “Allevato senza uso di antibiotici” (significa oltre 450 mila polli a settimana). Poi ci sono le uova da galline allevate senza uso di antibiotici certificate da due enti indipendenti e ben riconoscibili dai consumatori grazie alle apposite etichette.

Quanto ai suini, se ora si è andati a regime su tutta la produzione a marchio Coop, è da ricordare che già dallo scorso anno era presente a scaffale un prosciutto cotto da suino danese allevato senza uso di antibiotici dalla nascita. La materia prima, infatti, arriva da fattorie danesi a conduzione familiare (8.550 allevatori) che hanno da tempo attivato un protocollo estremamente rigoroso e tale da escludere fin dalla nascita il ricorso a antibiotici, oltre a un’alimentazione degli animali tutta vegetariana e a una serie di accorgimenti innovativi dal punto di vista del benessere.

Avevano inoltre già fatto la loro comparsa anche alcuni prodotti suini della linea Fior Fiore da animali allevati all’aperto in due allevamenti toscani (sulle colline del Chianti e in Maremma). In tali condizioni gli animali impiegano molto più tempo per raggiungere il peso stabilito e questo ovviamente significa maggiore qualità delle carni e lavorazione artigianale dei prodotti. Attualmente in questa specifica linea sono coinvolti più di 3.000 suini.

Redazione

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