Coop è stata la prima azienda in Italia ad ottenere nel 1998 la certificazione di standard etico SA 8000 e, in questi 20 anni, ha sempre messo in campo nuovi strumenti per presidiare il tema dei diritti dei lavoratori. Ai fornitori dei prodotti a marchio si richiede la sottoscrizione di un codice di comportamento etico basato sullo standard SA 8000; in più vengono effettuate verifiche presso i luoghi di produzione nei punti critici delle filiere: nel corso di questi anni sono state oltre 1900 le ispezioni  condotte (tra fornitori e subfornitori) da enti terzi accreditati. Queste ultime attività sono comprensive di interviste anonime ai lavoratori nonché di raccolta informazioni dagli stakeholder locali (sindacato, Ong, ecc.).

Si tratta di un impegno molto esteso che coinvolge numerossisimi fornitori e subfornitori. Nel dettaglio la sottoscrizione richiesta a tutti i fornitori di prodotto a marchio e ai fornitori anche di prodotto non a marchio in ambito ortofrutta, riguarda i principi riportati nel nostro codice etico e la non adesione comporta l’esclusione del fornitore.

Coop ha sempre presidiato il settore agroalimentare con un approccio di “filiera” e cioè controllando tutti i passaggi dal campo alla tavola, attuando una gestione basata sull’analisi del rischio e prestando attenzione a tutti le segnalazioni ricevute. Per le filiere particolarmente a rischio i controlli arrivano a coinvolgere anche la produzione primaria e le aziende agricole. In caso di non conformità alle tematiche in oggetto, Coop chiede un immediato piano di miglioramento o, in relazione alla gravità, può anche decidere di escludere i fornitori/subfornitori coinvolti; complessivamente dall’inizio del progetto nel 1998 sono state 11 le aziende sospese.

Dal 2016 il rilancio della tematica etica (nello specifico per l’ortofrutta) si è centrato sulla campagna Buoni e giusti. Attraverso questo strumento l’impegno si è esteso anche a tutte le filiere dei prodotti ortofrutticoli di fornitori nazionali e locali, coinvolgendo oltre 800 fornitori e più di 70.000 aziende agricole.

Dall’inizio della campagna sono stati svolti 700 controlli secondo piani di verifica. Tutti i fornitori di orto frutta hanno aderito al codice etico Coop. Sono poi state identificate le filiere ortofrutta maggiormente critiche: ne sono state individuate 13, partendo da quella del pomodoro da trasformazione e poi passando a clementine e arance (bionde e rosse), fragole, meloni, lattuga, zucchine, pomodoro, pomodoro pachino uva, patate (novelle e non), cavoli/cavolfiori, anguria, finocchi, limoni, zucchine, ciliegie, banane, cipolla tropea, fico d’india, olio e olive, vino,  caffè, succhi di frutta 100%.

Ben 700 aziende agricole sono così state sottoposte a conrolli.

In generale i risultati dei controlli per tutte le filiere sono stati incoraggianti in quanto vi sono stati solo pochissimi casi in cui Coop è stata costretta a sospendere immediatamente le aziende (dal lancio della campagna  sono state 4 le aziende agricole sospese per i gravi elementi rilevati).

In tutti gli altri casi non sono state rilevate non-conformità critiche quali caporalato, lavoro nero, lavoro minorile, violenza e discriminazione. Sono state individuate alcune problematiche relative alle norme sulla sicurezza dei lavoratori in seguito alle quali è stato definito un percorso di risoluzione in tempi brevi.

Nel 2019 sono state verificate, oltre alle filiere già controllate in passato (quali ad esempio arance e fragole, su cui comunque si mantiene un monitoraggio), anche indivia riccia e scarola radicchio, ananas, pesche e nettarine, sedano. Altra attività sono pianificate tra luglio e agosto, tra cui quelle sul pomodoro da trasformazione.

Coop ha inoltre ulteriormente rafforzato il presidio e per i prodotti ortofrutta della linea Origine.

Ricordiamo infine che a tutti i fornitori di ortofrutta a marchio Coop  e a quelli di pomodoro da trasformazione è stato richiesto di far aderire le loro aziende alla «Rete del lavoro agricolo di qualità» (iniziativa del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del ministero delle Politiche alimentari e forestali, del ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Inps).

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