Butti_ma_buoni_Sicilia.jpgRidurre lo spreco e trasformarlo in risorsa di solidarietà, a beneficio delle persone più bisognose. È l’obiettivo di “Brutti ma buoni”, il progetto avviato a Palermo da Coop Sicilia (società controllata da Coop Alleanza 3.0) che destina frutta, verdura, carne, latticini e generi alimentari invenduti – perché prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni estetiche, ma ancora buoni e perfettamente commestibili – a favore di associazioni di volontariato e strutture di solidarietà.

L’avvio di “Brutti ma buoni” in Sicilia è stato presentato assieme al sindaco Leoluca Orlando e al presidente di Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini.

“Brutti ma buoni” è un progetto coerente con la strategia della sostenibilità: si tratta infatti di un’attività economicamente sostenibile, che riduce gli sprechi, offre risposte sociali concrete alle persone bisognose, ha ricadute positive sull’ambiente e consente alla Cooperativa di gestire al meglio i propri ordini.

In Sicilia l’iniziativa è stata avviata a ottobre negli ipercoop palermitani Forum e La Torre e sarà progressivamente estesa ai punti vendita Coop in Sicilia, con l’obiettivo di recuperare, in un anno in tutta l’isola, alimenti per un valore superiore a 800 mila euro. L’attività è realizzata con il supporto dei lavoratori, che preparano e selezionano i prodotti (ortofrutta, latticini, alimentari confezionati), li controllano secondo rigorose procedure indicate dalle Aziende sanitarie e li consegnano alle associazioni beneficiarie; tutte le operazioni vengono eseguite nel massimo rispetto delle normative igienico-sanitarie e fiscali. A Palermo sono beneficiarie sette associazioni – Centro Santa Chiara, Comunità di Sant’Egidio, Kalà, A.S.Fa. (Associazione sostegno famiglie), Jus Vitae, Istituto per la Famiglia e Gesù Sacerdote onlus – ma il progetto, grazie alla collaborazione con il Comune di Palermo, mira a coinvolgere tutta la comunità cittadina, con la distribuzione ogni sera di pasti alle persone senza fissa dimora.

Coop Alleanza 3.0 è attiva già da tempo nel recupero degli invenduti, avviata già più di dieci anni fa nell’allora Coop Adriatica, grazie alla cosiddetta “Legge del Buon Samaritano” (legge 25 giugno 2003 n. 155), e ben prima dell’entrata in vigore della nuova normativa contro lo spreco alimentare. Nella sola Coop Alleanza 3.0, nel 2015 “Brutti ma buoni” ha coinvolto 222 punti vendita e ha permesso di consegnare alle circa 400 realtà coinvolte oltre 2.700 tonnellate di prodotti alimentari e non, per un valore di 12 milioni di euro, offrendo un pasto a quasi 15 mila persone in difficoltà.

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