vino.jpgDopo ipertensione e fumo è al terzo posto nel mondo come causa di morte non trasmissibile. Parliamo dell’alcol e del suo consumo ovunque in crescita. Lanciano l’allarme i ricercatori canadesi che hanno firmato l’apposita sezione dedicata agli alcolici all’interno del 2010 Global Buiden Disease, il rapporto annuale dell’Organizzazione mondiale della sanità  (Oms) sulla condizione di salute dell’umanità.  
I ricercatori canadesi del Centre for Addiction and Mental Health, sottolineano come il consumo di alcol sia associato a oltre 200 malattie, tra cui molte forme tumorali e la ben nota cirrosi epatica, e come sia correlato a numerosissimi incidenti automobilistici. Ciò nonostante, la percezione generale non è quella di una sostanza molto pericolosa e le campagne di prevenzione sono ancora molto timide e limitate.
Lo studio, che parte dai dati relativi al 2005 derivanti da indagini epidemiologiche e include moltissimi dati di produzione e vendita sconosciuti alle statistiche ufficiali, mostra molte differenze tra zone geografiche. Ecco le più significative: 1)In media, i più accaniti bevitori sono coloro che abitano in Europa e in alcuni paesi dell’Africa sub-sahariana. 2) Gli abitanti dell’Europa dell’Est e dell’Africa sub-sahariana sono anche quelli che bevono nel modo più malsano: spesso assumono grandi quantità di alcolici, sovente fuori dai pasti e fino a livelli di vera e propria intossicazione, dando vita a cicli di bevute che durano ore, talvolta giorni. 3) I nordamericani in generale e i canadesi in particolare bevono moltissimo: oltre il 50% in più della media mondiale e mostrano, rispetto all’Europa, trend assai preoccupanti, come la tendenza alle bevute eccessive. 
Dal rapporto emerge, inoltre, che circa il 30% dell’alcol consumato nel 2005 era “irregolare”, cioè non era non destinato al consumo umano o era contenuto in bevande prodotte in casa o illegalmente, con tutti i rischi che questo comporta.

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